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La decisione / L'Arcovada / Via Giovan Filippo Mariti

Incidente al cantiere Esselunga, Medicina Democratica si costituirà parte civile nel processo "Un atto dovuto"

Il presidente Caldiroli: "Cinque vite spezzate, uccise non dalla fatalità, ma dal mancato rispetto delle misure di prevenzione"

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 “Intendiamo costituirci parte civile nel procedimento giudiziario che si aprirà per individuare le responsabilità della strage operaia di Firenze: attendiamo le conclusioni del procuratore capo di Firenze Filippo Spezia per avviare la nostra azione. È un atto di coerenza con i nostri obiettivi statutari”. A parlare è Marco Caldiroli, presidente nazionale di Medicina Democratica che ha reso nota la volontà dell'associazione prendere parte al futuro processo sul crollo del cantiere di via Mariti.

L'associazione ha già partecipato in passato a decine di processi per morti sul lavoro, come quello sull'incidente ferroviario di Viareggio, la vicenda Solvay o la Thyssen Krupp. “Il quadro che sta emergendo – ha aggiunto Caldiroli – è la conferma di quanto abbiamo denunciato da subito, quando era ancora in corso la tragica conta dei morti, che adesso sono purtroppo diventati 5, cinque vite spezzate, uccise non dalla fatalità, ma dal mancato rispetto delle misure di prevenzione e protezione previste dalla normativa vigente, in particolare in merito alla sicurezza dei cantieri”.

Dai sopralluoghi di questi giorni, stanno emergendo “alcune criticità” come ha sottolineato il procuratore Spiezia. “Chiediamo – puntualizza Gino Carpentiero, responsabile della sezione di Firenze di Medicina Democratica - che venga fatta piena luce sulla questione fondamentale: il cantiere è stato realizzato, a partire dalla progettazione, secondo le prescrizioni di sicurezza previste? Nelle norme tecniche, sono puntualmente indicate le modalità di costruzione di elementi prefabbricati; le norme in materia di sicurezza indicano le modalità di montaggio: erano inoltre concretamente operative tutte le figure della sicurezza? Gli organi di vigilanza sono in grado e hanno svolto attività di controllo?"

Carpentiero prosegue puntando il dito sulla mancanza di personale. "Ricordiamo - osserva il responsabile della sezione fiorentina - che la figura principale della vigilanza, i tecnici della prevenzione delle ASL, sono stati falcidiati dalla riduzione del personale e dalle mancate assunzioni, analogamente per i medici quanto per gli infermieri e le altre figure sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale: aspettiamo risposte a questa e alle altre domande, per agire di conseguenza".

Chi volesse entrare in contatto con l'associazione, come i familiari delle vittime, può contattarla tramite gli indirizzi vittimesullavoro@virgilio.it e segreteria@medicinademocratica.org.

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