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Cronaca

Inchiesta sulla Variante di valico: cosa è la grande opera dell’Appennino

Tra Firenze e Bologna arriva il pm per un'indagine conoscitiva sui lavori. I costi dei lavori sarebbero aumentati in modo vertiginoso

Ammodernamento infrastrutturale sull’Appennino Tosco – Emiliano per il trasporto su gomma, sintetizzando: la Variante di valico. Un ampliamento sul tratto dell’autostrada del Sole tra Firenze e Bologna che da qualche giorno porta con sé un'inchiesta della procura di Bologna. Il pm Rossella Poggioli ha infatti effettuato un'ispezione in loco, accompagnata da funzionari della Asl.

Un'opera al centro di numerose polemiche, anche perché dopo anni ancora sembra distante la conclusione dei lavori. Anzi, aleggia il rischio che il progetto venga stoppato prima della sua inaugurazione.Dietro alla costruzione ci sono grandi società italiane: dalla Benetton, concessionari dell'autostrada, alla Vianini di Toto e Caltagirone.

IL PROGETTO  - In mezzo all'Appennino dovrebbero essere inaugurate due nuove gallerie: la Val di Sambro e la Sparvo, praticamente completate ma ancora inutilizzate. La ragione è che entrambi i tunnel scavati sono pressati tra due frane. Il primo è già stato in passato un problema per i paesi vicini, Ripoli di Sotto e Santa Maria Maddalena. Le due località, insieme alla frana e la montagna, si sono 'spostate' visto che i lavori di escavazione avrebbero risvegliato i movimenti franosi.

Il secondo è stato interamente scavato ma i lavori sono stati sospesi proprio per la pressione delle terre franose sulle pareti. Così i lavori di finitura mancano, visti rischi che correrebbero gli operai in cantiere. Pressati dalla frana stanno cedendo anche le infrastrutture contenitive, costruite con le migliori tecnologie in circolazione. Per i lavori è stata utilizzata Martina, la 'talpa' più grande d'Europa, mezzo meccanico dotato di apparecchiature per bloccare il cedimento della terra.

LA POLITICA - Il 20 marzo scorso l'onorevole della Lega Nord Jonny Crosio ha presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere se la questione 'frane' fosse stata evidenziata nell'ambito dell'istruttoria che avrebbe valutato l'impatto ambientale e quali fossero i progetti di Autostrade per Italia e dei ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture relative all'opera.

Autostrade per Italia ha più volte rassicurato, minimizzando i rischi e dicendo che è tutto sotto controllo; mentre i costruttori sono più allarmati, tanto da aver inviato una nota al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e al commissario per il progetto Mauro Coletta. Anche per loro sin dall'inizio dei lavori le escavazioni avrebbero aumentato il rischio del 'risveglio delle frane'.

LA GIUSTIZIA - Non è la prima volta che la procura di Bologna arriva in queste località. Il fascicolo aperto recentemente è conoscitivo, ma ce ne uno giudiziario: quello che riguarda la frana di Ripoli, uno dei paesi che si è 'spostato'. Il borgo si trova sopra il tunnel della Val di Sambro e la frana, di nuovo in movimento, continuerebbe a farlo scivolare. Il sostituto procuratore Morena Plazzi aveva chiesto l'archiviazione dopo una lunga inchiesta per disastro colposo a carico di ignoti. All'epoca una consulenza tecnica aveva certificato che quella frana era stata risvegliata dagli scavi, motivo per cui il paese aveva cominciato a muoversi.

I COSTI - Aggiornato a settembre 2013 il costo totale dell'opera sarebbe di 3,966 miliardi di euro. Il valore è aumentato del 50% visto che le stime sulle spese erano di 2.521 milioni di euro.

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