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Inchiesta sulle torture a Sollicciano: la posizione di Regione e Comune

L'assessore comunale Sara Funaro: "La giustizia deve fare il proprio corso". Serena Spinelli: "Se l'ipotesi investigativa venisse confermata si tratterebbe di fatti assolutamente inaccettabili che condanniamo con la massima fermezza"

L'inchiesta della procura di Firenze sulle presunte torture avvenute nel carcere fiorentino di Sollicciano ha riaperto la discussione, in realtà mai conclusa, sullo stato delle carceri italiane. Le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Firenze sono nove, destinate ad altrettanti agenti di polizia penitenziaria. Tre di loro, tra cui la caposquadra, si trovano adesso agli arresti domiciliari, mentre sei sono interdetti dalla professione.

Gli episodi contestati sarebbero avvenuti nel 2018 e nel maggio scorso. I detenuti picchiati avrebbero riportato lesioni come la rottura di un timpano e delle costole.

I nove indagati devono rispondere anche di falso ideologico in atto pubblico, perché avrebbero fatto passare gli abusi come 'resistenza a pubblico ufficiale' da parte dei detenuti stessi.

Il commento della Regione Toscana

Sulla vicenda è intervenuta l'assessora alle politiche sociali Serena Spinelli: "Se l'ipotesi investigativa venisse confermata si tratterebbe di fatti assolutamente inaccettabili che condanniamo con la massima fermezza. La Regione Toscana seguirà con attenzione i prossimi sviluppi giudiziari e, per quanto di nostra competenza, ci impegneremo affinché le carceri toscane garantiscano una detenzione dignitosa e la riabilitazione dei detenuti, nel rispetto della Costituzione e delle norme vigenti che prevedono il recupero della persona e non la mera detenzione punitiva. Le carceri non devono essere mai luoghi di violenza e sopraffazione".

L'assessora ha ricordato anche come le condizioni carcerarie nel nostro paese siano difficili: "Abbiamo istituti fatiscenti, il sovraffollamento è divenuto ormai la norma e le misure alternative rischiano troppo spesso di restare sulla carta. Desidero inoltre evitare ogni possibile generalizzazione, sappiamo che la maggioranza delle guardie penitenziarie svolgono correttamente il proprio lavoro, in condizioni purtroppo dure e con stipendi non adeguati".

Comune di Firenze, l'assessore Sara Funaro: "La giustizia deve fare il proprio corso"

“È molto grave quanto accaduto nel carcere di Sollicciano. Gli atti di violenza compiuti da alcuni agenti penitenziari su dei detenuti sono inaccettabili. Auspichiamo che la giustizia faccia il proprio corso e che le responsabilità vengano accertate con un processo quanto più rapido possibile”. Lo afferma l’assessore a Welfare Sara Funaro, che esprime la solidarietà e la vicinanza dell’amministrazione comunale ai detenuti aggrediti e alla direttrice della struttura Antonella Tuoni, con cui si è sentita telefonicamente. 

“Ringrazio gli uffici giudiziari e gli investigatori per il lavoro svolto - continua Funaro -, che ha fatto emergere una realtà grave e preoccupante a Sollicciano, realtà che va ad aggravare il quadro già critico della struttura in cui ci sono persone con problematicità importanti e spesso provenienti da contesti culturali diversi, che rendono spesso difficile la convivenza”.

A proposito delle violenze subite da alcuni detenuti, Funaro aggiunge che “non devono delegittimare tutto il personale di Polizia penitenziaria, che ogni giorno lavora in modo serio, nel rispetto dei diritti dei detenuti, e in condizioni spesso difficili sia per la carenza di personale che per la grave situazione di criticità strutturale in cui da tempo si trova il carcere, e sulla quale è necessario intervenire”. “Come amministrazione comunale siamo fortemente convinti che la reclusione vada intesa come rieducazione - spiega l’assessore -, non come punizione. Il carcere non deve essere luogo di dolore e sofferenza, ma di rinascita. Le persone devono uscire migliori rispetto a quando sono entrate e proprio per questo sosteniamo progetti per i detenuti all’interno e all’esterno del carcere. Pensiamo infatti che, offrendo loro opportunità concrete con cui mettersi alla prova, possano avere la possibilità di condurre una vita diversa e diminuire il tasso di recidiva”.

L’assessore Funaro si è sentita anche con il garante dei detenuti del Comune di Firenze Eros Cruccolini e con il cappellano di Sollicciano don Vincenzo Russo e nei prossimi giorni incontrerà le associazioni che portavo avanti i progetti nel carcere.

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