Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Inchiesta Open: Cassazione annulla sequestro per Carrai

"Fatti travisati, la motivazione copia le conclusioni del pm"

La Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio per un nuovo giudizio al Tribunale del Riesame di Firenze, l'ordinanza che confermava il provvedimento di perquisizione e sequestro emesso dal Pm a carico di Marco Carrai nell'ambito della vicenda della Fondazione Open.

Già con una precedente decisione la Cassazione aveva annullato, sempre con rinvio, una prima ordinanza dei giudici fiorentini che avevano "erroneamente considerato significative dell'inquadramento della fondazione nella struttura del partito talune contribuzioni a sostegno di iniziative del partito o di suoi esponenti, con motivazione carente quanto all'individuazione e alla valutazione degli elementi, raccolti nel corso delle indagini, dimostrativi della funzione svolta dalla fondazione come "strumento nella mani del partito o di suoi esponenti".

Inchiesta Open: la Cassazione dà nuovamente ragione a Carrai

Già allora i supremi giudici avevano demandato al Tribunale di Firenze "una rigorosa verifica dell'azione della fondazione, del tipo di rapporto con il partito o con suoi esponenti, della rilevanza della sua operatività ai fini dell'azione del partito o dei suoi esponenti, della sostanziale mancanza di una funzione diversa e autonoma, manifestatasi costantemente negli anni, anche alla luce di una analisi dell'attività svolta e delle entrate e delle uscite ad essa connesse". Il 27 novembre 2020, però, con l'ordinanza ora annullata dalla Cassazione, il Tribunale di Firenze aveva confermato il provvedimento adottato del Pm di Firenze.

Secondo la Cassazione questo secondo provvedimento dei giudici toscani è carente di motivazione anche perché ha "riprodotto il contenuto di una memoria depositata dall'Ufficio del P.m. prima dell'udienza". Inoltre "risulta travisata l'analisi, di rilevanza decisiva, dell'andamento dei flussi finanziari della fondazione, necessaria per stabilire se la fondazione potesse aver assunto la funzione di "schermo intermedio", utile per occultare forme di finanziamento illecito ai partiti (mancando la correlazione tra le uscite e le specifiche destinazioni delle risorse della fondazione, considerando gli impieghi finalizzati alla realizzazione delle manifestazioni annuali indicate dal ricorrente).

Soddisfatti gli avvocati di Carrai, Massimo Dinoia e Filippo Cei: "Confidiamo che il Tribunale del riesame di Firenze prenda finalmente atto che il decreto di sequestro nei confronti di Marco Carrai debba essere definitivamente annullato".

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