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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

'ndrangheta e rifiuti: sequestrati 5 milioni di euro a imprenditore

L'uomo era già stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta Keu

La Dia, i carabinieri del Noe e i Forestali del Nipaaf di Firenze, nell'ambito di un'attività congiunta e coordinata dalla Procura di Firenze, hanno sequestrato beni per oltre 5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore calabrese operante in Toscana nel settore dei rifiuti, già arrestato lo scorso aprile nell'ambito dell'operazione 'Keu', il rifiuto derivante dall'attività conciaria delle pelli che nonostante presentasse particolari criticità ambientali era stato riutilizzato per sottofondi stradali, terreni agricoli e opere pubbliche.

Tale attività, spiega una nota diffusa dall'Arma dei carabinieri, avrebbe consentito all'imprenditore di accumulare nel corso degli anni un ingente patrimonio di origine delittuosa. Per tale ragione, sono stati sequestrati i beni con il provvedimento notificato quest'oggi, ed emesso dal Tribunale di Firenze, sulla base di una proposta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla procura di Firenze.

Rapporti con la 'ndrangheta

La complessa attività investigativa condotta congiuntamente da Noe, Nipaaf e polizia giudiziaria di Firenze ha altresì consentito di acquisire riscontri circa la vicinanza dell'imprenditore a famiglie 'ndranghetiste crotonesi riconducibili alla cosca Grande Aracri di Cutro (Crotone). Tale circostanza peraltro è emersa in ulteriori recenti indagini coordinate dalla Dda fiorentina e condotte dalla sezione anticrimine del Ros di Firenze.

Il provvedimento eseguito è teso ad assicurare che il patrimonio che sarebbe stato illecitamente accumulato non venga disperso ed è frutto della strategia di contrasto dei reati improntato sull'approccio del cosiddetto "follow the money", segui il denaro, ovvero inseguire l'ingiusto profitto delle attività illecite, ed è finalizzato a garantire la sottrazione dei patrimoni provento di reato, oltre ad assicurare strumenti per rimediare in via equivalente ai danni causati all'ambiente e ai terzi.

Dia, Noe e Nipaaf di Firenze, in particolare, hanno proceduto anche con accertamenti patrimoniali sul conto dell'imprenditore, scaturiti dal sospetto dei suoi legami con la 'ndrangheta, mediante l'analisi dei beni personali, delle società e dei conti bancari a lui riconducibili.

II patrimonio sequestrato comprende numerosi terreni e abitazioni ubicati in Toscana, nelle province di Arezzo e Pisa, e in Calabria, nel crotonese, oltre a conti correnti, società e automezzi facenti capo all'indagato e al suo nucleo familiare. Dopo il sequestro seguirà la fase del giudizio ed il tribunale dovrà decidere se disporre o meno la definitiva confisca dei beni sequestrati.

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