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Cronaca Rignano sull'Arno

Consip, una chat inguaia Scafarto: “Quella frase serve per arrestare Tiziano Renzi”

Il capitano del Noe attribuisce all'arrestato Romeo una frase su un incontro con babbo Renzi, ma dai messaggi Whatsapp risulterebbe che sa che non è così

Il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto avrebbe manipolato intenzionalmente un'informativa cruciale in merito all'inchiesta Consip, riguardo ad una frase “vitale per arrestare Tiziano Renzi”, indagato per traffico di influenze. E' quanto emerge dalla rivelazioni di nuovi messaggi Whatsapp tra il capitano e i suoi collaboratori.

Nell'informativa consegnata dal capitano del Noe Gianpaolo Scafarto ai magistrati romani il 9 gennaio scorso, infatti, Scafarto attribuisce la frase “Renzi (Tiziano, ndr), l'ultima volta che l'ho incontrato...”, ad Alfredo Romeo, l'imprenditore arrestato il 1° marzo scorso per corruzione nell'ambito dell'inchiesta Consip.

In realtà però, dai messaggi whatsapp tra Scafarto e i suoi uomini, relativi a pochi giorni prima della consegna dell'informativa e pubblicati oggi da tutti i giornali, emergerebbe che la frase non è attribuibile a Romeo (che Tiziano Renzi ha più volte detto di non avere incontrato) ma a Italo Bocchino. A Scafarto però interesserebbe che quella frase fosse attribuita a Romeo.

Scafarto, nella chat con i suoi uomini il 3 gennaio scrive: “Forse abbiamo riscontro di un incontro tra Romeo e Renzi… Tiziano… […] Mazzei ha riferito che Romeo gli ha raccontato di aver cenato o pranzato con Tiziano e Carlo Russo”, poi si rivolge direttamente ad un collaboratore, Remo, dicendogli: “L’ambientale del 6 dicembre… riascoltala subito… Questo passaggio è vitale per arrestare Tiziano Renzi”.

I suoi collaboratori scrivono però a Scafarto che la frase ‘incriminata’ è da attribuire ad Italo Bocchino e non ad Alfredo Romeo. Al che Scafarto chiede di “ascoltare bene” gli audio, ma la risposta è sempre la solita: la frase è da attribuire a Bocchino. Nonostante questo Scafarto nell’informativa consegnata ai magistrati scrive che la frase è di Romeo e sottolinea come la frase stessa “inchiodi alle sue responsabilità Tiziano Renzi in quanto dimostra che effettivamente Romeo e Renzi si sono incontrati”.

Ai magistrati che lo hanno interrogato sulla questione, Scafarto, ora indagato per depistaggio, ha risposto di non “sapersi dare una spiegazione su quanto avvenuto”. Immediata la reazione, questa mattina in video su Facebook, del segretario del Pd Matteo Renzi: “Chi prova a fabbricare prove false deve risponderne e pagare”, dice l'ex presidente del consiglio, invocando chiarezza sulla vicenda.

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