Cronaca Centro Storico / Stazione Santa Maria Novella

Olocausto, binario 16 di SMN: l'inaugurazione del monumento alla Memoria

Da quel binario, settanta anni fa, il 9 novembre del 1943 particono sui vagoni piombati circa 300 ebrei fiorentini e non tra donne, uomini, anziani e bambini. Di loro solo in 15 tornarono a casa

Il 6 novembre del 1943 le truppe nazifasciste rastrellarono Firenze. Casa dopo casa, in quelle ore terribili, prelevarono centinaia di uomini, donne, anziani e bambini. Trecento deportati, trecento ebrei. “Ma il numero non è certo”, ricorda Sara Cividalli, presidente della Comunità Ebraica di Firenze. “Di alcuni di loro – continua – non si sa ancora il nome. Per loro nemmeno il nome su una lapide, nemmeno il nome che venga letto in ricordo”.

Certo è il numero di chi tornò a casa: solo in 15, 8 uomini e 7 donne, scamparono alla morte. Si perché dalla retata, dai camion, gli ebrei – fiorentini e non – furono caricati nei vagoni piombati in quello che oggi è il binario 16 e il 9 novembre, tre giorni dopo, partirono alla volta di Auschwitz. Cinque giorni dopo stavano varcando le porte del campo di concentramento polacco. Dentro quel reticolo maledetto, nel buco nero della meccanica dell’annientamento, morirono quasi tutti.
 
E’ per questo motivo che in mattinata è stato inaugurato, in cima al binario 16 della stazione fiorentina di Santa Maria Novella, il monumento alla Memoria. Un segno tangibile per chi, quel 9 novembre, cominciò a morire, ad essere ucciso.

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Il monumento, realizzato dallo studente dell’Accademia delle Belle Arti Nicola Rossini, è il frutto di un bando di Concorso promosso dal Rotary club di Firenze, con la Comunità ebraica di Firenze, l’Accademia stessa e L’associazione Teatri d’Imbarco. Si tratta di una sorta di monolite in marmo, l’anima del popolo ebraico, spezzato in quattro parti da un chiodo rugginoso mentre è appoggiato sui binari del treno.

BARTALI – Nel giorno della memoria fiorentina, è arrivata anche una data importante dall'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei): a due mesi dal riconoscimento dello Yad Vashem di Gino Bartali come ‘Giusto tra le Nazioni’, per le sue azioni durante il nazifascismo, lunedì 18 novembre ci sarà nella Sinagoga di Firenze la cerimonia ufficiale che renderà omaggio al campione. Alla cerimonia, oltre ad altri testimoni del coraggio di Bartali, parteciperà anche l’ebreo fiumano Giorgio Goldenberg che rivelò al giornale ‘Pagine Ebraiche’ di essere stato nascosto in una cantina di proprietà del ciclista in via del Bandino.

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