Immigrazione, profughi siriani accolti in Toscana: metà sono fuggiti

"I tempi per ottenere questo permesso lasciano le persone più libere di andarsene o di restare e neppure possono essere attivate procedure di ricongiungimento familiare"

"I profughi sono arrivati in tre tranche. I primi arrivi risalgono al 20-22 marzo del 2014, quando sono arrivate complessivamente 400 persone in Toscana equamente divise fra tutte le Province (40 per Provincia), nella seconda tranche ne sono arrivate 449 il 12-13 aprile, anche queste ad eccezione di Massa Carrara suddivisi equamente fra tutte le Province, con una punta di 64 a Siena e di 35 su Pisa, infine 105 fra il 25-28 aprile". E'' la ricostruzione della vicenda sull''arrivo dei profughi siriani offerta in una comunicazione al consiglio regionale dalla vice-presidente della giunta toscana, Stefania Saccardi. La vice di Rossi precisa dunque che di 954 persone arrivate ad oggi "ne sono rimaste sul territorio piu'' o meno 500, quindi quasi la metà. Il 50% complessivo, ma in alcune zone addirittura tutti sono stati immediatamente allontanati dai luoghi nei quali erano arrivati attraverso le prefetture. E mi preme far conoscere al consiglio - ha aggiunto Saccardi- che in tutta questa la vicenda le Regioni sono state bypassate così come le amministrazioni comunali. Abbiamo avuto modo di far conoscere, tramite la conferenza delle Regioni, al ministero dell''Interno la nostra contrarietà alle modalità con cui si era agito".

"Il ministero ci ha garantito che riattiverà il tavolo sull''immigrazione nelle prossime occasioni e oggi pomeriggio alle 16 ho un incontro col prefetto di Firenze, che ci ha convocati come coordinatore di tutte le prefetture della Toscana per programmare e gestire i nuovi arrivi. Non è un fenomeno destinato a smettere oggi col periodo estivo", ha precisato Saccardi che si sofferma sull''operazione Mare Nostrum, "di grande valore dal punto di vista umanitario per evitare nuove tragedie a Lampedusa", ma che "ha ovviamente tra le sue conseguenze il fatto che si raccolgano in mezzo al mare una gran quantità' di persone che arrivano in sicurezza sulle nostre coste" e vengono collocate con criterio "pressoché'' casuale" dalle prefetture sul territorio nazionale. Una volta sistemati i profughi, ci sono 6 mesi di tempo per valutare la titolarità' di un permesso di protezione umanitaria.

"I tempi per ottenere questo permesso lasciano le persone più libere di andarsene o di restare - spiega ancora Saccardi- e neppure possono essere attivate procedure di ricongiungimento familiare. La domanda è: e quando finiscono i quattrini che succede? Dove vanno a finire?- è' l''interrogativo della vice-presidente-. E'evidente che usciranno dalle strutture ricettive e resteranno sul territorio senza nessuna risorsa per realizzare un processo di inclusione".

La Regione ha chiesto che venisse rifinanziato il progetto Sprar in relazione al quale e'' stato anche autorizzato l''aumento dei costi, "ma senza provvedere a rifinanziare il capitolo di spesa relativo". Numeri alla mano, in effetti il circuito Sprar, che si occupa della protezione dei richiedenti asilo, "avrebbe in Toscana 300 posti liberi e tali resteranno- e'' il cuore del ragionamento di Saccardi- fin quando il ministero dell''Economia non rimpinguerà i fondi. Potrebbero essere ospitati in queste strutture, in buona sostanza, in attesa che durante il periodo di istruttoria dei 6 mesi venga stabilito chi abbia titolo o meno alla tutela per motivi umanitari. Un''ulteriore istanza mossa dalla giunta regionale riguarda la carta di Dublino: "Ci siamo mossi affinche'' il governo si attivi perche'' l''Unione Europea la modifichi". (Agenzia Dire)

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