Sabato, 13 Luglio 2024

Problema casa: "Agli stranieri vengono date abitazioni di serie D. Il vero razzismo è economico" / VIDEO

L'attacco di Laura Grandi del Sunia. Mori della Caritas: "Più difficile per loro riuscire ad affittare"

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“Il vero razzismo è nella condizione economica”. Non ci gira tanto intorno Laura Grandi del Sunia Cgil al convegno sull'immigrazione e abitare tenutosi alla biblioteca delle Oblate. “Se si parla di casa il problema abitativo è per tutti. A maggior ragione per quelli che sono più svantaggiati come i cittadini stranieri che arrivano qua, senza aiuti e supporto. Sono la fascia più fragile e debole”.

Cittadini di origine straniera che sarebbero i più colpiti dell'area fiorentina e metropolitana. “Nel corso degli anni – continua Grandi - sono arrivati tanti cittadini stranieri a chiedere aiuto e abbiamo potuto constatare che ai cittadini stranieri viene riservato un mercato di locazione di serie D, nemmeno di serie B. Le case peggiori vengono date a loro. Siamo nell'ultimo gradino dell'inferno”.

“Se dall'altra parte del telefono sentono che è un cittadino straniero ci sono maggiori difficoltà – gli fa eco Marzio Mori della Caritas – difficilmente quindi i ragazzi riescono ad avere un contratto che gli permetta di iniziare una vita inclusa nella nostra Italia”.

A Firenze e nella Città Metropolitana sono numerose le associazioni che cercano di risolvere il problema. “Facciamo processi di costituzione di comunità – spiega Gabriele Danesi di Auser Laboratorio Casa - una serie di servizi a sostegno della genitorialità attraverso educatori, poi forme di abitare supportato per persone anziane alle quali vengono offerti non soltanto strumenti di domotica o telemedicina ma anche strumenti di salute e benessere complessiva attraverso socialità e ginnastica. Supporto al dopo di noi e per chi viene da paesi terzi, un supporto abitativo che passa da garantire una casa di transizione per arrivare a reperire poi una casa sul mercato degli alloggi”.

Da quanto emerge nel convegno, una delle soluzioni al crescente problema abitativo, potrebbe essere quella di incrementare il social housing. “Potrebbe da una parte dare uno sfogo all'edilizia residenziale pubblica – afferma Tancredi Attinà di Abitare Toscana – quindi consentirgli anche di sviluppare la propria mission di temporarietà e dare accoglienza, integrando i percorsi verso anziani, studenti, immigrati, famiglie e giovani coppie”. 

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