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Il Fatto contro la Procura di Firenze: "Inchieste per fare carriera". Replica dell'Anm: "Attacco intollerabile"

Secondo il quotidiano, l'inchiesta sulla Fondazione Open dimostrerebbe che "i magistrati usano l’azione penale per la propria carriera”

E' un “attacco intollerabile che va ben al di là del legittimo esercizio del diritto di cronaca” alla magistratura fiorentina, sostenere che la procura di Firenze abbia aperto un'inchiesta per “traffico di influenze” nei confronti dell'avvocato 'renziano' Alberto Bianchi, ex presidente della Fondazione 'Open', nata proprio per finanziare la Leopolda, perché “mossa da intenti personali di carriera o volti a colpire alcuni anziché altri”, sullo sfondo della corsa alla successione di Giuseppe Pignatone a capo della Procura di Roma.

A sottolinearlo, con una nota diramata ieri pomeriggio, un comunicato dell'Anm (Associazione nazionale magistrati) della Toscana che esprime solidarietà ai pm guidati da Giuseppe Creazzo, con riferimento all'articolo pubblicato ieri sul Fatto Quotidiano dal titolo “Renzi e i suoi cari, il pm Creazzo, i Ros e la crisi del Csm”. L'articolo in questione ricorda che Giuseppe Creazzo è in corsa per la Procura di Roma e che già quattro anni fa, il Ros dei carabinieri aveva inviato ai pm fiorentini un rapporto su Bianchi. Un rapporto più circostanziato del fascicolo aperto pochi giorni fa dalla procura di Firenze nei confronti dell'avvocato Alberto Bianchi. Questo l'incipit del pezzo sul Fatto: “L’inchiesta giudiziaria su Alberto Bianchi conferma che pezzi del sistema giudiziario sono forti coi deboli e deboli coi forti. Non si sa se la Procura di Firenze lo accusi ingiustamente. Ma è forte il sospetto che troppi magistrati usino l’azione penale, e le vite degli altri, per la propria carriera”.

Secondo l' Anm Toscana, “il diritto di critica dei provvedimenti e delle iniziative giudiziarie che ogni cittadino ed ancor più la libera stampa possono esercitare, non può tuttavia mai consistere nell'affermare che i magistrati agiscono per finalità diverse da quelle previste dalla Legge. Compito della magistratura è applicare la legge in modo imparziale e uniforme”. Mentre “attribuire all'azione dei magistrati motivi diversi da quelli della pura e imparziale applicazione della legge, dipingendola come mossa da intenti personali di carriera o volti a colpire alcuni anziché altri” è appunto “un attacco intollerabile”. Per questo, conclude la nota dell'associazione magistrati, “l'Anm Toscana esprime solidarietà ai magistrati della procura di Firenze oggetto di tali inusitati attacchi”.

Sull'articolo del Fatto Quotidiano circa l'attività della procura fiorentina, è intervenuta anche la presidenza nazionale di Unità per la Costituzione (Unicost), la corrente dell'Anm cui fa riferimento il procuratore Creazzo. “Alla procura di Firenze, al suo procuratore capo, Giuseppe Creazzo, e a tutti i magistrati italiani, quotidianamente oggetto di 'attenzioni' mediatiche, esprimiamo sostegno e vicinanza. Gravissime illazioni e valutazioni arbitrarie costituiscono il contenuto dell'articolo” si legge nella nota diramata da Unicost.

Che prosegue: “L'articolo in questione imbastisce un collegamento tra l'azione della Procura di Firenze e i mutamenti degli scenari politici, evocando in modo espresso la strumentalità di essa azione e una subordinazione presunta tra i poteri dello Stato, oltre che esercitando gravi interferenze sulle scelte future del Consiglio Superiore della Magistratura. I magistrati hanno 'altri compiti' e svolgono le funzioni loro proprie valutando gli atti e assumendo le determinazioni nei tempi necessari e dovuti, senza lasciarsi condizionare, intimidire e turbare dalle contingenze dei tempi e dei contesti” conclude la nota.

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