Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Idee chiare dopo la maturità? Un periodo all’estero puó rivelarsi comunque una scelta utile

L’esperienza di una ragazza fiorentina di 19 anni che decide di approfondire il russo a San Pietroburgo prima di iniziare l’Università

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Terminate le superiori, prendere la decisione giusta riguardo al proprio futuro non è facile. I giovani maturati, una volta conseguito il diploma, si confrontano per la prima volta nella loro vita con i propri interessi e i propri sogni e talvolta un grande numero di alternative può aumentare l’indecisione. Alcuni ragazzi tuttavia hanno la capacità e anche la fortuna di non avere dubbi sul proprio avvenire: fin da subito sanno quale percorso intraprenderanno e colgono al meglio le opportunità che hanno a disposizione per raggiungere i propri obiettivi, anche se significa discostarsi dal percorso “canonico” e compiere scelte coraggiose. E’ questo il caso di Lucrezia Fiorelli, diciannovenne fiorentina che, finito il liceo linguistico, sapeva già cosa volesse fare: iscriversi alla Facoltà di Mediazione Linguistica per diventare interprete e traduttrice.

Contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare tuttavia Lucrezia quel Settembre non si iscrive all’Università. “Proprio perché avevo le idee chiare ho deciso di aspettare un anno e di provare a vedere cosa succedeva durante questo periodo senza studi.” La ragazza inizialmente decide di frequentare un corso di russo e si trova un piccolo impiego che le permette di essere autonoma economicamente. Dopo un primo periodo però Lucrezia sente il bisogno di dare una svolta decisiva al suo percorso di apprendimento e inizia a pensare all’idea di trascorrere un periodo all’estero. Decide allora di rivolgersi a WEP, organizzazione internazionale che promuove scambi linguistici, culturali e educativi in tutto il mondo. “Conoscevo già la WEP perché mi ero rivolta a loro l'estate della 4° superiore. Quell’anno andai a un mese Montpellier, una città davvero carina e ricca di iniziative. Tutto il soggiorno è stato organizzato estremamente bene, per cui non ho avuto dubbi quando si è presentata l'occasione di organizzare un altro viaggio.”

Questa volta però Lucrezia è pronta per un’esperienza più impegnativa: decide di partire per San Pietroburgo per seguire un corso di lingua russa all’estero. “Durante il periodo in Russia sono stata ospitata da una famiglia locale, madre e figlia estremamente carine con me. Certo, le prime settimane le differenze culturali si sentivano, ma quando la sera tornavo a casa e cenavamo tutte e tre insieme, sapevano sempre come farmi sentire a mio agio. Se si ha modo di conoscerle in maniera più approfondita ci si accorge subito che queste persone sono gentili e ospitali. Il popolo russo oltretutto ha una grande ammirazione per gli studenti stranieri che studiano la loro lingua”

Scuola al mattino e passeggiate o studio con i compagni al pomeriggio. “Le giornate – racconta Lucrezia – spesso si susseguivano una simile all’altra, ma erano perfette così. Ho amato ogni singolo aspetto di questo viaggio. Ho amato la città, affascinante in ogni angolo, i musei, la neve che mi accolta ghiacciata e alta al mio arrivo e che ho visto sciogliersi piano piano. Mi sono trovata benissimo anche con la lingua: può sembrare un grande ostacolo all’inizio ma, una volta fatta l’abitudine, diventa molto più semplice. Questo probabilmente è successo perché non percepivo nessuna situazione come difficile: cercavo di vedere il lato positivo in ogni esperienza e ne traevo sempre qualcosa di buono.”

Quando tornano a casa questi giovani viaggiatori infatti non hanno imparato solamente a padroneggiare meglio una lingua straniera, ma hanno capito come gestire situazioni nuove e mai affrontate senza l’aiuto di altri oltre che di se stessi, acquisendo uno sguardo affamato e ricettivo verso il mondo.

“Sapevo di voler studiare russo all'università, ma grazie a questa esperienza ho una consapevolezza più matura di quello che voglio fare; essere già stata a contatto con la cultura russa inoltre può solo aiutarmi. Dopo questi mesi fuori casa ho capito ancora di più quanto sia importante viaggiare e relazionarsi con culture e abitudini diverse. Un'esperienza del genere cambia inevitabilmente il proprio carattere, non saprei dire in che modo, forse rende più maturi, forse più intraprendenti, chissà, sicuramente insegna a cavarsela contando solo sulle proprie forze. Questo tipo di viaggio non è solamente “fisico” ma anche interiore, di questo ne sono certa.”

Quando le si chiede cosa consiglierebbe a chi, come lei, sta valutando l’idea di partire per un periodo all’estero risponde: “Posso solo dire una  cosa ai ragazzi che vogliono intraprendere un’esperienza del genere: fatela! Siate consapevoli che incontrerete persone diverse da voi con cui a volte potrà capitare di scontrarvi. Siate consapevoli che tornerete cambiati, quasi sicuramente in meglio. Sono semplici consigli, ma se applicati nella giusta maniera possono essere preziosi.”

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