Guess, protesta in strada: "Ci sono spiragli" / FOTO

Sospeso lo sciopero contro il trasferimento a Lugano. Appello a Belen: "Ma lei non ci ha risposto"

Sotto palazzo Medici Riccardi hanno indossato magliette bianche della Guess, la loro azienda, con un cuore e un punto di domanda rosso. Poi volantini consegnati ai passanti per spiegare le ragioni di quasi una settimana di sciopero, mentre negli uffici della Città metropolitana prendeva vita il confronto serrato tra sindacati, azienda e istituzioni sul futuro dello stabilimento, dopo che la sede centrale della griffe, in America, ha deciso di fare a meno della sede fiorentina, trasferendola a Lugano, in Svizzera e proponendo il trasferimento ai dipendenti. I quali, però, non ne vogliono sapere.

Le lavoratrici avevano inviato un appello alla testimonial dell'azienda, Belen Rodriguez, perché desse pubblicità alla battaglia. Ha risposto? "No, ancora no. Nessuno le sta chiedendo di rinunciare alla sua immagine in Guess, al suo lavoro, anzi ben venga. Però magari una sua voce, un supporto, nonostante sia stata sollecitata da tanti fan, ci avrebbe fatto piacere", hanno detto alcune lavoratrici al presidio.

Intanto, lo sciopero in corso da una settimana è stato sospeso dopo l'incontro in Prefettura: mantenere il sito fiorentino e salvare 90 lavoratori della Guess Italia anche attraverso un passaggio dei dipendenti alla Guess Europe, che ha la ragione sociale in Svizzera; stop immediato "ad un approccio individuale e unilaterale", per far spazio ad una proposta complessiva, che si soffermi su tutti gli aspetti sociali della vertenza, compreso gli aspetti contrattuali. Sono questi i due paletti piantati da Alessandro Picchioni, della Cgil-Filctem, al vertice a cui ha partecipato anche l'assessore al lavoro del Comune di Firenze, Federico Gianassi.

"E' stato un incontro molto duro", confessa Picchioni al termine della riunione, visto che "l'azienda si è approcciata mantenendo lo stesso profilo: delocalizzare a Lugano rientra in una decisione incontrovertibile presa dal quartier generale americano". Poi, nel corso del faccia a faccia, "supportati anche dalle istituzioni, si sono aperti timidi spiragli", confessa. Il primo: Guess Europe "dovrebbe sedersi al tavolo della trattativa. Hanno preso un impegno che sarà confermato in via definitiva nei prossimi giorni". Il secondo: "Siamo riusciti a smontare la trattativa individuale, per passare alla fase collettiva". Per questo, vista l'apertura, "da questo momento - annuncia l'esponente della Cgil - interrompiamo lo sciopero".

Una tregua, visto che lo sciopero del prossimo 30 marzo, accompagnato da un corteo nel centro di Firenze, "resta confermato, perché non possiamo permetterci cedimenti. Se molliamo di un centimetro l'azienda tornera' sui propri passi". La protesta dura, però, potrebbe riaccendersi se "dall'azienda partirà anche una sola proposta telefonica individuale. Se proveranno a farlo, se vi contatteranno singolarmente, proclameremo un nuovo sciopero all'istante. Anche perché così siamo nell'incredibile: su una vertenza di 90 licenziamenti un approccio individuale è inaccettabile", chiude Picchioni.

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