Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Guess: spogliarello sull'Arno per difendere il lavoro / FOTO

Corteo in centro contro il trasferimento in Svizzera dei 90 dipendenti fiorentini

Si sono tolte i vestiti di dosso e li hanno appesi sulle spallette di ponte Santa Trinita, sopra l'Arno, con vista su Ponte Vecchio perché "Firenze si sveste della moda". Si è concluso con un flash mob il corteo delle dipendenti della Guess, la manifestazione (circa 200 le persone presenti) che ha accompagnato lo sciopero proclamato dalla Rsu aziendale e dalla Filctem Cgil per contrastare la decisione della società intenzionata a trasferire i comparti stile e prodotti in Svizzera (a Lugano, sede della Guess Europe).

"Domani torniamo al lavoro", spiega Alessandro Picchioni della Cgil, anche se "la situazione resta tesa". La vertenza, infatti, vive un momento di stallo: i pensieri delle lavoratrici sono rivolti a venerdì primo aprile, "quando sindacati e Rsu - annuncia Picchioni - incontreranno a Firenze i vertici della Guess Europe. La prossima settimana, poi, faremo il punto con il Comune e la Città metropolitana".

“Se da una parte - spiegano Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil Firenze - denunciamo una mancanza di investimenti (vedi vertenze Ida, Sims, Seves), dall'altra assistiamo ad un vero e proprio processo di ristrutturazione industriale del sistema moda. Le vertenze Cavalli, Braccialini, Allegri, Guess e molte altre si affiancano ad un processo di reshoring (rientro di produzioni prima fatte all'estero). Questo doppia faccia del processo di riorganizzazione si realizza perché le aziende hanno un assetto proprietario sempre meno legato a imprenditori del territorio”.

“Chiediamo quindi alle istituzioni - proseguono i sindacati - non solo di affrontare insieme alle forze sociali la soluzione delle singole vertenze tutelando i lavoratori, ma anche di attivare tutti gli strumenti di politica industriale che qualifichino il nostro sistema produttivo come, ad esempio, un processo di tracciabilità delle filiere che valorizzi e rafforzi la legalità dei nostri poli produttivi e un progetto organico di formazione delle figure professionali del settore per evitare che il reshoring si esaurisca nel fatto che una grossa azienda assuma l'artigiano di una piccola azienda senza immettere nuovo sapere e nuovo lavoro sul nostro territorio”.

Sulla vertenza Guess, intanto, le senatrici di Sinistra italiana Alessia Petraglia e Marisa Nicchi hanno presentato un'interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Per le due senatrici si tratta di “una scelta azzardata e irresponsabile sulla pelle di 90 lavoratori e lavoratrici italiane che rischiano il posto di lavoro dopo una vita dedicata al marchio. Questo - aggiungono - senza contare le conseguenze sull'indotto, proprio adesso che stava riprendendo il lavoro con le aziende tessili pratesi".

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