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'Guerra' dei bus, il consorzio Mobit-One Scarl: "Respinta l'ennesima forzatura della Regione"

Maxi gara tpl, il rigetto del ricorso d’urgenza della Regione contro il consorzio ribadisce, secondo quest'ultimo, "la necessità di attendere la conclusione dei procedimenti pendenti prima di assegnare definitivamente il servizio"

Il consorzio Mobit-One Scarl e le aziende consorziate “hanno appreso con soddisfazione – come si legge in una nota – la decisione del tribunale di Firenze che ha respinto il ricorso d’urgenza proposto dalla Regione Toscana. Secondo il tribunale è inammissibile la richiesta formulata al giudice ordinario dalla Regione di mettere a disposizione di Autolinee Toscane i bus e gli immobili necessari allo svolgimento del servizio”.

Il giudice Ilaria Benincasa, accogliendo le eccezioni formulate dai legali del consorzio, ha ritenuto non sussistere la giurisdizione del giudice ordinario, né il diritto di agire in capo alla Regione Toscana per la richiesta di messa a disposizione dei beni e comunque non sussistere alcun pericolo imminente e irreparabile per adottare il provvedimento di urgenza.

“Viene respinta così – commenta ancora il consorzio – l’ennesima forzatura operata dalla Regione Toscana volta a realizzare il passaggio dei beni ancor prima che il Consiglio di Stato si pronunci sull’aggiudicazione ad At all’udienza fissata per il prossimo 8 ottobre, cioè tra poco più di 30 giorni, e di fronte a sostanziali novità scaturite dall’indagine penale aperta dalla Procura della Repubblica di Firenze. Non bastano i maldestri tentativi del presidente Rossi di interpretare a suo vantaggio quello che è un chiaro provvedimento di rigetto sotto vari profili. Un provvedimento che non si pronuncia in alcun modo sulla legittimità del contratto di servizio tra Regione e At, che rigetta la richiesta della Regione e che la condanna al pagamento delle spese legali per l’ingente ammontare complessivo di circa 80mila euro”.

"One rinnova l’appello al buon senso e al rispetto del principio di buona amministrazione – conclude la nota – si attenda la conclusione dei procedimenti pendenti senza operare altre forzature. Si privilegi la continuità del servizio predisponendo un atto d’obbligo plurimensile che agevoli l’ordinato avvio delle scuole nel momento più complicato dal dopoguerra a oggi. Laddove ciò non avvenisse, e la Regione proseguisse sulla incomprensibile strada fin qui seguita, One e le sue consorziate, molte delle quali aziende di proprietà dei Comuni toscani, continueranno a difendere i diritti e gli interessi della collettività".

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