Cronaca

Green pass: nei ristoranti e al bar solo al chiuso e al tavolo

Le nuove regole in vigore dal 5 agosto. La conferma arriva dalla cabina di regia col premier Draghi: il certificato verde non sarà obbligatorio all'aperto né tantomeno al bancone. Stato di emergenza: proroga al 31 dicembre

Il green pass al bar e al ristorante dovrà essere esibito solo al tavolo, se la consumazione avverrà all'interno del locale. Non all'aperto né tantomeno al bancone.

La conferma,spiega Adnkronos, arriva dalla cabina di regia col premier Mario Draghi a Palazzo Chigi. Dovrebbe essere confermata anche la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre.

Green pass: in arrivo il nuovo decreto

L'uso del green pass per accedere ai mezzi di trasporto pubblici - bus e metro - non sarà nel dl anti-Covid che il governo si appresta a varare, "ma dovrà essere affrontato a stretto giro".

Nel dl non ci sarà nemmeno l'obbligo di vaccinazione per i docenti e i dipendenti della scuola.

Confesercenti Toscana: “Obbligo escluda zone bianche e piccoli locali"

“Oggi il Governo pare voglia decidere in merito all’utilizzo del green pass. Noi speravamo fosse l’estate del rilancio, ma l’incertezza generata dalla quarta ondata rischia di spegnere la ripartenza di pubblici esercizi e attività turistiche alle porte del picco della stagione. In considerazione della fase delicata, chiediamo al governo di agire con prudenza e valutare gli effetti del green pass sulle imprese, escludendo comunque dall’obbligo i piccoli locali con pochi coperti e le attività della zona bianca che già avevano riaperto, anche perché in estate si vive prevalentemente fuori e non a caso le norme avevano permesso una ampia riapertura delle attività”, così Confesercenti Toscana in una nota del Presidente regionale Nico Gronchi.

Nardella: "Pronto a ordinanza green pass"

“Un’estensione dell’obbligo a tutta Italia, a prescindere dai colori delle zone e dall’effettivo rischio di assembramento dei locali, avrebbe un impatto rilevante sui fatturati delle imprese – prosegue Gronchi -. Ma anche sul clima di fiducia: in primo luogo per i bar, che potrebbero doversi trovare a richiedere il green pass anche per un caffè e che dovranno dedicare un lavoratore al controllo dei certificati. Anche nel caso dei ristoranti, bisognerebbe prevedere l’obbligo, se proprio necessario, solo per servizi al chiuso con un numero di coperti importante, tale da creare effettivamente un rischio”.

Covid: le regole per viaggiare

“La prudenza deve ispirare le decisioni nazionali e locali soprattutto per il mese di agosto - aggiunge Gronchi - dove 6 milioni e 300mila famiglie con minori al seguito, si sta parlando di diciotto milioni di soggetti, sono a decidere il loro periodo di vacanza e lo stanno facendo con un grado maggiore di incertezza. Come pure il ricorso ai molteplici tamponi si traduce in una quota non inferiore ai 25 euro che certamente non aiuta”.

Green pass allargato: le ipotesi

“Condividiamo la necessità di accelerare la copertura vaccinale, senza scaricare la responsabilità sulle imprese e di poter concepire un livello di obbligo per realizzare il ritorno definitivo alla normalità - dice ancora il Presidente regionale di Confesercenti – ma insieme a ciò dobbiamo assicuraci una adeguata disponibilità di vaccini, pena per non subire ritardi per quanto riguarda la copertura della popolazione”. “Inoltre, si deve spingere sulla vaccinazione dei giovani, sugli over 60 che sono rimasti indietro – conclude Gronchi - e la macchina burocratica deve rapidamente consegnare il ‘lasciapassare’ verde”.

Fipe-Confcommercio: "Ok linea Regioni, garantisce equilibrio e sicurezza"

“Con l’Italia in zona bianca, il Green pass rappresenta uno strumento straordinario ed efficace sia per riaprire quelle attività al momento ancora chiuse, come le discoteche, sia per consentire l’accesso di un numero più ampio di persone in occasione di eventi culturali o spettacoli. Se invece i livelli di rischio, a cui si sta lavorando sulla base di nuovi parametri, dovessero cambiare in peggio allora, invece di tornare a misure restrittive non più sostenibili, si potrebbe introdurre il green pass per riservare l’accesso ad ogni attività esclusivamente alle persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Il green pass va, insomma, utilizzato in chiave positiva e non punitiva. È un cambio di prospettiva fondamentale in grado di garantire equilibrio e sicurezza sanitaria.”

Con queste parole Aldo Cursano, vice presidente vicario di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, esprime piena condivisione alla linea espressa ieri dalla Conferenza delle Regioni in merito alle nuove misure che il governo si appresta a prendere per il contrasto della pandemia.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Green pass: nei ristoranti e al bar solo al chiuso e al tavolo

FirenzeToday è in caricamento