Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Gkn: il tribunale del lavoro di Firenze blocca i licenziamenti

I giudici danno ragione ai sindacati: violato l’articolo 28 dello statuto dei lavoratori

Il tribunale del lavoro di Firenze ha revocato l’apertura dei licenziamenti collettivi per la Gkn di Campi Bisenzio (FI), i cui 422 dipendenti erano stati informati lo scorso 9 luglio di aver perso il lavoro con una e-mail.

I giudici hanno dato ragione ai sindacati che avevano impugnato il procedimento avviato verso i lavoratori licenziati dal gruppo che, per il tribunale, avrebbe violato l’articolo 28 dello statuto dei lavoratori, attuando comportamenti antisindacali.

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Il tribunale ha accolto le contestazioni del sindacato Fiom, rappresentato dagli avvocati Andrea Stamaccia e Franco Focareta, ritenendo che la società del fondo Melrose non abbia concesso ai lavoratori e alle rappresentazioni sindacali il giusto preavviso nell’avvio della procedura.

Nel dettaglio, i giudici hanno condannato Gkn "a porre in essere le procedure di consultazione e confronto previste dall'articolo 9 parte prima del Ccnl e dall'accordo aziendale del 9 luglio 2020".

La sentenza

Secondo il giudice Anita Maria Brigida Davia, è "configurabile un'evidente violazione dei diritti del sindacato, messo davanti al fatto compiuto e privato della facoltà di intervenire sull'iter" della procedura di licenziamento.

“Pur non essendo in discussione la discrezionalità dell'imprenditore rispetto alla decisione di cessare l'attività di impresa (espressione della libertà garantita dall'art. 41 Cost. ), nondimeno la scelta imprenditoriale deve essere attuata con modalità rispettose dei principi di buona fede e correttezza contrattuale, nonchè del ruolo e delle prerogative del sindacato” scrive il giudice del lavoro.

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Gkn, prosegue il giudice, “nel decidere l'immediata cessazione della produzione ha contestualmente deciso di rifiutare la prestazione lavorativa dei 422 dipendenti (il cui rapporto di lavoro prosegue per legge fino alla chiusura della procedura di licenziamento collettivo), senza addurre una specifica ragione che imponesse o comunque rendesse opportuno il suddetto rifiuto, il che sicuramente contrario a buona fede e rende plausibile la volontà di limitare l'attività del sindacato".

"Quanto al rispetto del ruolo del sindacato stesso – chiarisce il giudice - appare significativa la chiusura di 24 ore per ‘par collettivo’, concordata con motivazione rivelatasi successivamente pretestuosa e artatamente programmata per il giorno successivo a quello fissato per decidere la cessazione di attività, in modo da poter comunicare la suddetta cessazione ai lavoratori e al sindacato con lo stabilimento già chiuso”.

Cosa succede ora

La sentenza annulla la procedura di licenziamento collettivo, di fatto costringendo Gkn a ricominciare da capo: ciò potrebbe dare il tempo al governo di intervenire con un decreto sulle delocalizzazioni. E si riapre uno spiraglio per applicare alla Gkn la legge Todde-Orlando, finora inapplicabile in quanto non retroattiva.

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Inoltre, torna l'ipotesi di un decreto urgente che allunghi i termini di scadenza della procedura dei licenziamenti collettivi, portandoli da 75 a 260 giorni, come chiede il collettivo di fabbrica.

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