Cronaca

Gkn: è il giorno del tavolo di crisi al ministero per scongiurare i licenziamenti

Convocato alle 17 a Roma, al Ministero dello sviluppo economico, presenti la viceministra Todde, Regione, sindacati. La richiesta: ritiro dei licenziamenti per iniziare una trattativa

Sospensione della procedura di licenziamento collettivo e approvazione di una legge contro le delocalizzazioni scritta dagli operai con il sostegno dei giuristi 'solidali'. Sono queste le richieste che il Collettivo di Fabbrica-Lavoratori Gkn lancia ufficialmente al presidente del Consiglio Mario Draghi, dopo il maxi corteo di sabato e alla vigilia di giorni cruciali per la vertenza che vede coinvolti 422 dipendenti, cui si aggiungono un'ottantina di lavoratori delle ditte in appalto interno.

Le tute blu, riporta La Nazione Firenze, sono in presidio permanente dallo scorso 9 luglio, giorno in cui la proprietà - il fondo finanziario inglese Melrose - ha annunciato la volontà di smobilitare il sito produttivo di Campi e licenziare tutti. Sono passati oltre 70 giorni e il tempo della procedura aperta giunge a scadenza mercoledì 22 settembre: dal giorno successivo possono partire le lettere di licenziamento.

Tavolo di crisi

Un tentativo per scongiurare queste missive sarà fatto oggi: alle 17 a Roma, al Ministero dello sviluppo economico, è convocato il tavolo di crisi dove governo (la viceministra Alessandra Todde), Regione, sindacati chiederanno ancora il ritiro dei licenziamenti per poter iniziare una vera trattativa. La posizione della proprietà, pare però lontana da tali richieste.

L'appello dei parlamentari

Intanto un appello a Draghi lo fanno anche gli europarlamentari. Quindici esponenti del gruppo della sinistra europea The Left hanno infatti scritto una lettera aperta al premier in cui denunciano l'atteggiamento predatore dell'azienda e avanzano tre richieste al governo italiano. In primis fermare la chiusura del sito e proteggere l'occupazione dei lavoratori.

Poi anche gli europarlamentari chiedono di prendere in considerazione la bozza anti delocalizzazione dei giuristi solidali. Terza richiesta: "agire all'interno dell'Unione europea per garantire la consultazione dei Comitati aziendali Europei in materia di licenziamenti collettivi e che le imprese multinazionali non approfittino più delle disparità salariali e fiscali tra gli Stati membri".

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