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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca Campi Bisenzio

Gkn, gli operai pronti a tornare in piazza: "Il governo ha sprecato tempo, Firenze scusaci per il disagio"

Il Collettivo di Fabbrica teme che a dicembre riparta la procedura dei licenziamenti collettivi: "Il governo non ha approvato alcuna norma antidelocalizzazione né alcuna decretazione d’urgenza per impedirlo"

Il Collettivo di Fabbrica della Gkn di Campi Bisenzio rilancia la mobilitazione permanente che sta andando avanti dal 9 luglio scorso, quando arrivarono, fulmine a ciel sereno, le mail che annunciavano lo stop alla produzione e il licenziamento in tronco di tutti e 422 operai.

Lo fa attraverso un lungo post, pubblicato ieri su Facebook, dove i lavoratori attaccano il governo per il tempo perso nell'ultimo mese e mezzo.

Dopo, cioè, che il tribunale del lavoro di Firenze, il 20 settembre scorso, ha accolto il ricorso della Fiom Cgil per comportamento antisindacale da parte dell'azienda e l'ha costretta a fermare i licenziamenti collettivi. Che ora tornano come uno spettro sul futuro.

"Il tempo guadagnato con la vittoria in tribunale è andato sprecato. Non è stato utilizzato dal Governo per approvare nessuna norma antidelocalizzazione né alcuna decretazione d’urgenza per impedire la nuova procedura di licenziamento", si legge nel post.

E ancora: "La legge antidelocalizzazioni è in Parlamento (depositata pochi giorni fa alla Camera, primi firmatari Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e Yana Ehm del Gruppo misto, ndr). Può essere discussa, emendata, modificata. E questo è un fatto".

"Gkn Firenze potrebbe ripartire a produrre in qualsiasi momento ed effettuare la vendita ad un altro soggetto in piena continuità produttiva. La liquidazione e l’inattività del sito di Firenze sono scelte, imprenditorialmente miopi e socialmente criminali, di Gkn stessa", scrivono ancora gli operai, che con in testa Dario Salvetti proseguono "l'insorgiamo tour" nei luoghi più diversi della città (nei giorni scorsi sono passati anche dal liceo Rodolico occupato).

Il timore è che la proprietà, che fa capo ad un fondo speculativo inglese, Melrose Industries, e che non ha mai ritirato la procedura di liquidazione, possa far ripartire la procedura di licenziamento collettivo a dicembre, e così "i 75 giorni della procedura cadrebbero nei mesi di dicembre e gennaio, mesi ostici per qualsiasi mobilitazione".

"Il futuro di Gkn Firenze è in mano a un fondo finanziario distante e arrogante, un amministratore delegato arrivato nel marzo 2020 e un pool di avvocati di Milano che nemmeno sa come sia fatta la fabbrica. Senza misure da parte del Governo, quindi, non saremo chiamati a una trattativa ma a una trappola. Una trappola in cui la firma dell’ammortizzatore e le promesse dell’arrivo di improbabili compratori saranno usati come una clava, prima per ricattarci e per poi portarci alla lenta agonia", dice ancora il post.

Il teatro Puccini pieno per i lavoratori Gkn / FOTO

Il Collettivo torna ancora a chiedere la vicinanza dei cittadini ("stateci appiccicati") e a invocare la nazionalizzazione della fabbrica, forte anche della proposta di legge, che si richiama anche all'articolo 41 della Costituzione, stilata da numerosi giuristi assieme ai lavoratori.

"Chiediamo di essere nazionalizzati e di essere rimessi al lavoro, con ricadute socialmente vantaggiose e utili", mentre, nello stesso tempo "facciamo i conti con le vergognose nazionalizzazioni di Mps, Ilva, Alitalia: nazionalizzazioni a perdere o peggio usate come nel caso di Alitalia per una operazione di ricatto sociale".

"Il movimento di difesa di Gkn è un movimento con molteplici implicazioni. Esso è anche e soprattutto un movimento per impedire che lo stabilimento di Campi diventi l’ennesimo ecomostro sul nostro territorio", sottolineano ancora gli operai. Per il rischio è anche quello, che Gkn diventi un immenso scatolone vuoto, come successo del resto alla Bekaert di Figline Valdarno.

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"Siamo condannati a provare a cambiare. E a farlo uniti, facendo convergere tutti i movimenti in corso. E lo strumento per farlo è lo sciopero generale e generalizzato. Ma su questo torneremo a breve. Stateci appiccicati. Incrociate forte le braccia in questa testuggine. Non ci lasciate andare e noi continueremo con voi a inspirare ed espirare, a sospirare e a cambiare", conclude il messaggio del Collettivo. Pronto a spingere di nuovo sul pedale della mobilitazione, perché "se Gkn riaprirà la procedura di licenziamento - assicurano gli operai -, promettiamo rabbia. La promettiamo per le strade e per le piazze. Firenze, scusaci per qualsiasi disagio".

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