Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Campi Bisenzio

Gkn, Todde: “Hanno preso 3 milioni di fondi pubblici, rispondano di ciò che fanno”. Ipotesi 13 settimane di cig

Sindacati e lavoratori non si fidano: “Non trattiamo sotto ricatto”. Nuova manifestazione l'11 agosto, Liberazione di Firenze

Nuovo lungo tavolo di crisi sulla vertenza Gkn ieri alla prefettura di Firenze, alla presenza di tutte le istituzioni locali e della viceministra dello sviluppo economico Alessandra Todde. Anche questa volta l'azienda, con l'amministratore delegato Andrea Ghezzi, ha deciso di non presentarsi in presenza e di partecipare in videoconferenza.

Cosa è emerso dal nuovo incontro? Sostanzialmente, il governo ha offerto 13 settimane di cassa integrazione 'per crisi' (non per cessazione attività) a costo zero per l'azienda, procedura introdotta dalla conversione del  decreto legge 'Sostegni bis'.

Un modo per prendere tempo e continuare a trattare, nella speranza che possa anche emergere la possibilità di una riconversione produttiva dello stabilimento di Campi Bisenzio. Poi il tavolo è stato sospeso, ora si attende la risposta della proprietà della Gkn.

“Non stiamo discutendo se sia possibile aprire o no una procedura di licenziamento, stiamo discutendo del fatto che un simile atteggiamento da parte dell’azienda scarica tutta la responsabilità sociale dei lavoratori solo sulle istituzioni e le parti sociali e i lavoratori non sono oggetti da prendere o scaricare, per questo siamo intervenuti in maniera così forte”, dichiara la viceministra Todde a margine del tavolo, spiegando la volontà di tornare a Firenze in presenza.

“Non stiamo parlando di un’azienda con problemi specifici. Anzi”, aggiunge Todde, ricordando come “il gruppo Gkn ha preso più di 3 milioni di euro di contributi pubblici negli ultimi anni. Se si prendono i soldi dello stato, si deve mantenere atteggiamento coerente da parte del gruppo senza fare scelte unilaterali e coinvolgendo per tempo le istituzioni. Hanno preso aiuti di Stato e devono rispondere di quello che stanno facendo in Italia".

“La nostra proposta, 13 settimane di Cig, non ha un costo per l’azienda e ci permette di bloccare la procedura di licenziamento. Al termine di queste 13 settimane – prosegue Todde -, valuteremo coralmente come procedere. Chiederò ad Invitalia (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia, ndr) di mettersi a disposizione per la ricerca di possibili interlocutori interessati. Ho sospeso il tavolo e siamo pronti a riconvocare in tempi rapidi, anche nelle prossime ore non appena l’azienda ci risponderà in merito”,  prosegue Todde, aggiungendo che questa volta da parte dell'azienda “non abbiamo avuto la chiusura netta che c'è stata la volta scorsa”.

"Come istituzioni stiamo continuando a lavorare per fare in modo che casi del genere non siano più all'ordine del giorno, ci vuole anche una risposta normativa", ha concluso la viceministra. Per evitare che una multinazionale, come successo a Campi, possa decidere dalla sera alla mattina di mettere in strada 422 operai, con una semplice mail. Casi che si stanno moltiplicando in tutta Italia negli ultimi giorni, specialmente dopo che non è stato rinnovato il blocco dei licenziamenti, 'scaduto' il 30 giugno scorso e non rinnovato dal governo Draghi: nella stragrande maggioranza dei casi, come nel caso Gkn, grandi aziende o multinazionali che chiudono non perché in crisi o senza lavoro, ma per delocalizzare ed aumentare il profitto, tutte procedure consentite dalle normative europee.

Sindacati e lavoratori però, dopo come si è comportata l'azienda, non si fidano. "La Gkn ha confermato che intende mantenere la procedura di licenziamento provando a dividere le istituzioni, i sindacati ed i lavoratori e aprendo ad una sorta di mercanteggiamento. Non tutto si può comprare e vendere: non ha prezzo un intero territorio che sta difendendo lo stabilimento Gkn e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, compresi quelli dell'indotto. Nutriamo dubbi sulla correttezza della procedura di licenziamento aperta dall'azienda e pertanto abbiamo presentato ricorso al tribunale di Firenze. Non trattiamo sotto il ricatto di un interlocutore che vuol decidere a che tavolo trattare e su quali argomenti e non discuteremo di mitigazione dell'impatto sociale, non lo abbiamo mai fatto e non lo faremo stavolta. E' necessario che dinnanzi all'attacco agli interessi del Paese, il presidente del consiglio Mario Draghi apra il tavolo a palazzo Chigi come previsto dal monitoraggio nell'avviso comune", chiedono il segretario nazionale di Fiom e responsabile automotive, Michele De Palma, e il segretario generale di Fiom Firenze, Daniele Calosi.

I lavoratori, anche ieri sotto la prefettura e in corteo improvvisato per le strade del centro, mantengono il presidio permanente alla fabbrica e non ci pensano minimamente a smobilitare, come chiesto loro, sempre via mail, dalla proprietà. L'11 agosto, anniversario della Liberazione di Firenze dal nazifascismo, nuova manifestazione. Appuntamento alle 20:30 in piazza Signoria. “Nonostante agosto, il caldo, la stanchezza, torniamo a insorgere. Con orgoglio, rabbia, dignità. L'abbiamo già fatto anni fa. Suoniamo la Martinella perché – si legge nel volantino distribuito dai lavoratori del Collettivo di Fabbrica -, c'è da andare in guerra e liberarsi”.

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