Cronaca

Gkn, notte in fabbrica per i lavoratori licenziati. Il sindacato: "Atto banditesco e criminale. Multinazionale parassita, succhia e va via"

Assemblea permanente dopo i 420 licenziamenti, la Fiom Cgil: "La responsabilità è anche di chi non ha mai controllato"

Foto da Facebook

Prima notte in fabbrica per i lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio, tutti licenziati dall'oggi al domani - si parla di 422 persone tra impiegati e operai - dal fondo di investimento inglese Melrose Industries, proprietario della fabbrica dal 2018. Licenziamento avvenuto via mail nella notte tra giovedì e venerdì.

Presso la fabbrica di Campi è in corso un'assemblea e una occupazione di fatto permanente dello stabilimento, che produce componentistica per auto, dopo che il avoratori ieri sono riusciti ad entrare nonostante i vigilantes (armati) mandati dalla proprietà.

Solidarietà totale, sdegno e condanne durissime sono arrivate ovviamente dai rappresentanti dei lavoratori, dai sindacati Cgil, Csil e Uil e dal mondo della politica.

Un licenziamento di massa arrivato appena pochi giorni dopo la fine del blocco dei licenziamenti, che durante la pandemia aveva evitato quella che i sindacati temono sarà una 'bomba sociale'.

Stamani la Fimo Cgil ha diramato su Facebook una nuova nota in cui usa parole durissime nei confronti della multinazionale proprietaria della fabbrica, in una vicenda che ricorda molto da vicino quella della Bekaert di Figline Valdarno: anche in quel caso i lavoratori si videro recapitare un'avviso della chiusura dello stabilimento dall'oggi al domani da parte della proprietà, anche in quel caso una multinazionale, belga.

La Fiom, la sezione dei metalmeccanici della Cgil, non lesina infatti critiche anche alla politica, a chi, al di là delle "frasi di circostanza e di solidarietà", ha mostrato "accondiscendenza delle scelte padronali". Sindacato che invita anche allo sciopero generale.

"La vicenda di Gkn è l’ennesima dimostrazione di un atto di odio sociale consumato nei confronti delle persone che per vivere devono lavorare. Un atto criminale dettato solo dalla sete di profitto di multinazionali che usano i lavoratori, succhiando loro ogni singola goccia di sudore e di fatica come fanno i parassiti e quando ormai hanno spremuto il corpo e l’anima di queste povere persone se ne vanno come fa appunto un parassita", si legge sulla pagina della Fiom.

"La domanda che sorge ai più distratti è perché fanno questo? Ebbene fanno tutto ciò perché nel nostro Paese non sono stati costruiti gli anticorpi necessari contro questi parassitismi di insinuarsi nella struttura economica e sociale dei nostri territori. In queste ore concitate con i lavoratori in assemblea permanente sui cancelli ci sono state e ci saranno le solite frasi di circostanza, della politica locale, nazionale, delle Istituzioni. Frasi che abbiamo già sentito fin troppe volte in provincia di Firenze davanti alle crisi aziendali. Ultima in ordine di tempo la Bekaert. Frasi di circostanza e di solidarietà che dopo poco si trasformano in assenza e accondiscendenza delle scelte padronali", prosegue il sindacato.

"Le responsabilità principali, anche in questo caso, sono di Gkn, ma anche di chi in questi anni non ha mai controllato se eventuali finanziamenti o benefici economici che l’impresa potrebbe avere ottenuto a cosa servivano e dove andavano. 
Adesso tutti sono al capezzale di quelle 422 famiglie ma nessuno ha proposto una via di uscita da questo dramma sociale".

"Noi come Fiom di Firenze e Prato assieme a Fim e Uilm territoriali organizzeremo nei primi giorni lo sciopero generale provinciale delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici da effettuare subito la prossima settimana, ma crediamo che davanti all’ennesimo atto banditesco operato da una multinazionale sulla nostra provincia, nella nostra regione la risposta deve essere più vasta possibile anche con lo sciopero generale almeno provinciale di tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici e non solo dei metalmeccanici. Chiederemo perciò alle confederazioni di CGIL-CISL-UIL fiorentine di verificare questa nostra richiesta. Perché l’arroganza del potente di turno la possiamo battere solo con la forza di tutti e quello che stanno vivendo oggi i lavoratori Gkn ieri lo hanno vissuto quelli di Bekaert e domani - si conclude la nota -, può toccare a chiunque".

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