Cronaca

Festa per il Giro a Firenze: "Viva tutti". E' il ciclismo / FOTO - VIDEO

Tanti appassionati e curiosi lungo il percorso, dopo le restrizioni anti Covid dello scorso anno

Festa oggi per il passaggio del 104esimo Giro d'Italia da Firenze. Tanta gente lungo il percorso, dopo le restrizioni della scorsa edizione a causa del Covid.

"Non potevo perderlo, il passaggio del Giro è una festa", dice Gilberto sul ponte da Verrazzano, con la sua mountain bike al braccio. Ha 86 anni e ne dimostra 20 di meno: "E' la bici".

"Non sono tifosa di qualcuno in particolare ma lo seguo in televisione, è bello guardare il paesaggio attraverso la corsa degli atleti, osservare i posti che vengono attraversati. Adesso arrivano sotto casa, dunque eccomi qua", dice Laura in via De Amicis.

Ovviamente la maggior parte delle persone si concentra sui tratti in salita (tantissimi i tifosi sull'erta che da Sesto Fiorentino porta a Monte Morello), perché in pianura i corridori passano come saette.

La media tenuta questa mattina da Siena a Firenze, ben oltre i 40 km orari di media attraversando Castellina in Chianti, Panzano, Greve, Grassina, la Ponte a Ema di Gino Bartali, è stata del resto da paura, considerando le fatiche di ieri sulle gambe. E considerando che erano i primi chilometri di un tappone, quello odierno, che ne prevede in tutto 212, con 3.700 metri di dislivello.

Il passaggio dei corridori a Firenze / FOTO - VIDEO

"Noi siamo per Nibali, ma quest'anno è indietro. E' invecchiato, vedremo come si comporta sulle grandi salite delle ultime tappe", dicono da un gruppetto di quattro-cinque pensionati posizionati in cima al cavalcavia di piazza Alberti. E sì, lo 'squalo' vogliamo vederlo in azione sulle Alpi. Chissà come reagirebbe sentendosi dire che è 'invecchiato'.

Due colombiani, ovviamente sostenitori di Egan Arley Bernal Gómez, maglia rosa e leader della corsa (almeno fino al momento in cui 'battiamo' questo articolo) scrivono Colombia sull'asfalto ed espongono una bandiera con la mappa del Paese sudamericano e un teschio, "per ricordare la feroce repressione del governo delle ultime settimane contro i nostri concittadini".

Quando passa il gruppo il tifo e gli applausi sono per tutti. E' davvero una festa. Una delle bellezze di questo sport: non esiste il tifo 'contro'. Si tifa 'per'. Alla base c'è probabilmente anche il rispetto per chi fatica sui pedali.

'Vai, vai, vai, grandi, forza!', gridano quasi all'unisono le persone assiepate sui due lati del cavalcavia. Qualche corridore è avanti, ma di pochi metri.

Il gruppone passa compatto, sembra rallentare un attimo per godersi gli applausi della folla. Qualche atleta guarda verso il pubblico, quasi rispondendo agli incitamenti. La maglia rosa transita coperta nella pancia del gruppo.

Sono pochi secondi. Poi via verso San Domenico e Monte Morello. La Consuma, il passo della Calla in Mugello e la Romagna. Il Giro è ancora lungo. C'è da pedalare. I corridori sono passati rapidi, ma hanno lasciato un lampo di emozione. E domani è un'altra tappa.

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