Giorno della Memoria, Nardella agli studenti: "Mettete un cartello 'Qui vive un antifascista' sulla porta di casa"|FOTO

Oltre 7.000 ragazzi da tutta la Toscana stamani al Mandela Forum di Firenze

"Stiamo raccontando una storia che non è ancora chiusa" scandisce Ugo Caffaz, ideatore nel 2002 del Treno della memoria toscano, davanti agli oltre 7.000 studenti giunti stamani poco dopo le 8 al Mandela Forum di Firenze da tutta la Toscana, per il Giorno della Memoria 2020.  L'appuntamento è dedicato per questa edizione a quattro sopravvissuti e testimoni dello sterminio nei lager recentemente scomparsi: Piero Terracina, venuto meno l'8 dicembre 2019, Vera Michelin Salomon, mancata il 27 ottobre 2019, Marcello Martini, deceduto il 14 agosto 2019 e Antonio Ceseri, scomparso il 18 dicembre 2017.

Il Mandela è stracolmo di giovani: oltre 2.000 studenti sono arrivati a Campo di Marte in pullman, 3.000 in treno, gli altri con altri mezzi. Sono 86 le scuole medie superiori presenti, fanno parte di tutte e 10 le province toscane: 22 quelle della Città metropolitana (14 nella sola città di Firenze), 5 da Grosseto, 6 da Livorno, 9 da Lucca, 8 da Massa Carrara, 9 da Pisa, 7 da Pistoia, 6 da Prato ed 8 da Siena. I ragazzi sono studenti del quarto e quinto anno ma ci sono anche 150  studenti universitari e 350 ragazzi e ragazze delle scuole medie inferiori fiorentine. Ad accoglierli, Enrico Fink e l'Orchestra multietnica di Arezzo.

“Oggi non ascolterete odio nelle parole dei testimoni ma una scelta precisa, quella di raccontare. Non odio ma la volontà di costruire. Il senso della memoria è questo, incidere nel presente per costruire relazioni di pace e di giustizia. A voi ragazzi perciò dico, rendete vivo questo messaggio, è possibile. Ogni giorno con tante piccole azioni” ha esordito dal palco la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni.

Dopo aver tributato un grazie particolare agli insegnanti delle scuole toscane che hanno preparato gli allievi a questa giornata accompagnandoli in un lungo percorso che hanno condiviso con le politiche della Regione centrate sui temi della memoria, della storia e dei valori della Costituzione, Barni ha invitato a riflettere sul fatto che, in Europa, dopo l’orrore della seconda Guerra mondiale non ci sono stati più conflitti. Ma nel mondo sì.

“E’ in corso la terza guerra mondiale come ha ricordato Papa Francesco – ha detto la vicepresidente Barni – e oggi invito a riflettere su tutte le vite spezzate. Riflettiamo sui processi che portano a questi orrori, su quali siano i meccanismi che li generano. Essere qui ad ascoltare oggi, non ci permetterà più di rifugiarsi nell’indifferenza”.

"La Shoah è una fenditura nella coscienza contemporanea che non si rimarginerà mai ma va curata" ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella ai 7000 giovani che, anche quest’anno, hanno riempito il Mandela Forum per il Giorno della Memoria 2020 dedicato alle vite spezzate nelle guerre, nelle deportazioni e negli stermini.

Il sindaco ha poi rivolto un invito a tutti i giovani presenti, proponendo di mettere davanti alla porta di casa un cartello con la scritta “Qui vive un antifascista” o “Qui c’è amore”, “Qui c’è fratellanza”, “Qui c’è libertà, per dire che la memoria non è dimenticata, è custodita. Perché l’unico antidoto all’odio e alla violenza è l’amore. Se c’è amore c’è memoria". Dopo i saluti è iniziato il meeting vero e proprio con gli interventi dello storico Giovanni Gozzini, del giornalista Adam Smulevich e dello storico Luca Bravi.

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