Cronaca

Giorno della memoria: quando 'Ginettaccio' salvò 800 ebrei

Ad Assisi un museo lo ricorda

E' uno dei personaggi di cui la nostra città va più orgogliosa. Ma Firenze a volte sembra dimenticarsi di una grande impresa (non sportiva) compiuta dal ciclista. Gino Bartali oltre ad aver evitato che in Italia si consumasse una guerra civile nel 1948 ( la sua vittoria al Tour de France fece svolgere le elezioni politiche di quell'anno in un clima più sereno), tra il 1943 e il 1944 contribuì a far salvare oltre 800 ebrei tra la Toscana e l'Umbria dall'Olocausto. 

Bartali nascondeva nella canna della sua bicicletta documenti falsi che portava da Firenze ad Assisi. Il campione di ciclismo collaborava con il cardinale di Firenze Elia Dalla Costa che aveva creato una tipografia per falsare le carte d'identità e salvare gli ebrei dalle deportazioni. Ginettaccio con la scusa degli allenamenti e grazie alla sua fama, riusciva a passare i controlli dell'esercito nazifascista. In un anno e mezzo fece più di 40 viaggi (oltre 200 km) tra Firenze e Assisi. Bartali non ha mai raccontato la sua storia se non ai figli, non voleva essere 'premiato' per queste gesta. "Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all'anima, non alla giacca", era solito dire ai suoi familiari. Cattolico devoto, la sua profonda fede lo portò a rischiare la vita per salvare gli altri. 

Il figlio Andrea Bartali, scomparso pochi mesi fa, ha raccolto le testimonianze di quel periodo. Dal 2013 Ginettaccio è stato riconosciuto un Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell'Olocausto fondato nel 1953.

Ad Assisi il "Museo della Memoria" ricorda le gesta del campione.

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