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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Greta Beccaglia: "Ricevo messaggi con minacce. Voglio tornare alla normalità, tante molestie a telecamere spente"

Il sindacato e l'ordine dei giornalisti confermano che si costituiranno parte civile, lei: "Giusto denunciare, grazie a tutti per la solidarietà"

"Voglio tornare alla normalità, ma purtroppo in questi giorni ricevo messaggi molto tristi, con parolacce e minacce. Io non ho fatto nulla di male, ho semplicemente denunciato quello che avete visto tutti".

Così Greta Beccaglia, la giornalista di Toscana Tv molestata sabato scorso dopo Empoli-Fiorentina, questa mattina, quando è stata ricevuta dal presidente dell'Associazione stampa toscana (il sindacato regionale dei giornalisti) Sandro Bennucci nella sede di via dei Medici, a due passi da piazza della Repubblica, alla presenza del segretario nazionale del sindacato Beppe Giulietti e del neo presidente regionale dell'ordine Giampaolo Marchini.

"Voglio ringraziare per tutta la solidarietà ricevuta", ha detto ancora Beccaglia, dopo che sindacato e ordine hanno confermato che si costituiranno parti civili nel processo contro i molestatori (al momento gli indagati dalla procura di Firenze sono due, l'uomo che ha tirato uno schiaffo sul sedere di Greta ed un altro per molestie a telecamere spente).

Chi sono i due indagati

"Io ho denunciato il fatto, quello che la persona o le persone pagheranno non lo decido io ma la giustizia", ha ribadito Beccaglia, in attesa di prendere il tesserino da giornalista pubblicista dopo il periodo di lavoro presso la tv locale.

Greta ha poi fatto riferimento alle minacce e alle offese che riceve, per avere "denunciato quello che avete visto tutti. Stavo lavorando normalmente, sono stata fortunata che sia successo a telecamere accese, perché c'è stata la possibilità di testimoniare l'accaduto. Ma ci sono tante donne che ogni giorno subistcono tali molestie e violenze a telecamere spente, quindi sono qui anche per queste persone, anche per questo è giusto denunciare".

Il tifoso indagato: "Ora temo conseguenze per mia figlia"

Un episodio che non altererà la passione dell'aspirante giornalista. "Già il martedì successivo sono andata a lavoro per Fiorentina-Sampdoria. Voglio tornare alla normalità, non essere ricordata come la giornalista molestata ma come la ragazza che se un giorno arriverà al suo obiettivo lo avrà raggiunto per la sua professionalità, non per quello che è successo".

Infine, parole di stima e affetto per Giorgio Micheletti, il conduttore della trasmissione che durante la molestia, in diretta, disse a Greta "non te la prendere", senza dissociarsi subito dall'accaduto. Fatto per il quale il giornalista era stato momentaneamente sospeso dalla direzione della trasmissione, fino a domenica, quando pare tornerà a dirigerla.

Per l'uomo che l'ha molestata "non è stato sessismo"

"L'ho detto a tutti dal primo momento. Per me Giorgio Micheletti è un padre lavorativo, ha sempre creduto in me dal primo momento. In quell'istante, lì per lì in diretta, può aver sbagliato la parola se si può dire sbagliato. Comunque lui - ci tiene a sottolineare Beccaglia -, ha tentato di difendermi. E' diventato virale un video che dura venti secondi ma in realtà il video completo dura più minuti".

Il video dell'accaduto / LE IMMAGINI

La federazione nazionale della stampa insieme all'associazione stampa toscana, all'ordine nazionale e regionale dei giornalisti hanno nel frattempo confermato di volersi costituirsi parte civile al processo contro i molestatori della cronista.

A confermarlo questa mattina è stato lo stesso Giuseppe Giulietti, precisando la volontà di procedere malgrado Beccaglia non sia ancora formalmente iscritta all'ordine (è in attesa di iscriversi all'albo dei pubblicisti).

A spianare la strada è infatti il caso Andy Rocchelli, il fotoreporter assassinato in Ucraina. In quel frangente, ricorda Giulietti, "il giudice di Pavia ha emesso una sentenza pilota nei mesi scorsi, precisando che prevale la funzione su qualunque verifica associativa. Se un cronista, un fotografo, un videomaker non iscritto a nulla, magari non per ragioni sue, ma perché glielo hanno impedito, viene colpito come giornalista mentre sta garantendo il diritto all'informazione la tutela si estende".

Il sindacato dei giornalisti, d'altro canto, ha incassato la disponibilità a lavorare in questo senso dall'avvocato Giulio Vasaturo. Giulietti, tuttavia, mette nel conto una risposta avversa da parte del giudice e prepara una contromossa. "Semmai il tribunale dovesse decidere in modo diverso - assicura - non ci sono soltanto gli avvocati, nessuno ci impedirà di essere comunque scorta mediatica per Greta. Saremo con lei in tribunale".

Giulietti ha poi aggiunto che "da oggi in poi tutte le costituzioni di parte civile saranno effettuate insieme. Basta, non c'è una rincorsa quando un cronista viene minacciato. La federazione nazionale della stampa, l'ordine nazionale con l'associazione della stampa e l'ordine regionale dei giornalisti si costituiranno assieme dalla parte di qualunque cronista, donna o uomo, minacciato per diverse ragioni".

E sul fronte delle minacce contro i giornalisti giungono ancora cattive notizie. "Le minacce contro i cronisti sono ripetute. Pochi minuti fa - ha reso noto questa mattina sempre Giulietti -, mi è stato dato conto che Floriana Bulfon, una cronista dell'Espresso, è finita sotto vigilanza attiva per le minacce ricevute dalla mafia e dalla 'ndrangheta romana".

(Sotto, Greta Beccaglia, a destra, ricevuta dai vertici del sindacato e dell'ordine dei giornalisti)

Da destra Beccaglia e Marchini, da sinistra Bennucci e Giulietti-2

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