Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Giallo al Museo Marini, concluso lo 'screening' delle forze dell'ordine: tutte presenti le opere

Le sculture destinate al trasloco a Firenze. Ma pistoiesi (e fiorentini) non ci stanno

Foto da Wikimedia

Allarme rientrato. La polizia e i carabinieri hanno finito di visionare le immagini delle telecamere di sorveglianza interne del Museo Marini di Pistoia e concluso l'intervento certificando che le opere del Maestro pistoiese, setacciate tra ieri o oggi, ci sono ancora tutte.

L'intervento delle forze dell'ordine si era reso necessario a seguito della chiamata al 113 della guardia giurata del museo che ieri mattina, all'apertura, avrebbe trovato disinserito l'allarme.

Il Museo Marini è infatti formalmente chiuso da sabato scorso, da quando cioè il personale della cooperativa che gestiva la portineria non viene più pagata e ha perciò deciso di fermare il servizio.

Una guardia giurata, su indicazione della Fondazione, continua però ad aprire il Museo, dalle 8 alle 12. Un museo senza più sorveglianti.

Intanto anche l’Associazione Nazionale Case della Memoria interviene sul “caso” Museo Marini di Pistoia, le cui opere sono destinate al trasloco a Firenze. Uno 'scippo' contro cui si sono scagliati, tra gli altri, anche il sindaco di Firenze Dario Nardella e la vicesindaca Cristina Giachi, ribadendo che "le opere devono restare a Pistoia".

“L’opera di Marini deve restare a Pistoia – afferma Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria - non esiste una Casa della Memoria di Marini, la sua casa è Pistoia, la città dove Marini nacque nel 1901 e alla quale aveva deciso di lasciare tutta la sua documentazione d’archivio”.

“Siamo fiduciosi che le istituzioni si attiveranno per salvaguardare la sua volontà e la sua memoria: le opere di Marino devono rimanere nella sua città, per tenere viva la memoria del personaggio nel luogo che gli ha dato i natali» aggiunge Rigoli.

Ciò sarebbe peraltro in linea con le volontà della moglie di Marino Marini, Mercedes Pedrazzini che alla sua scomparsa, nel 2008, ha lasciato alla città di Pistoia il nucleo di opere più consistente.

"L’artista era legato alla sua città – spiega Marco Capaccioli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. ‘Pistoia è la città dove sono nato, naturalmente e umanamente tutti siamo attaccati alla nostra particella dove siamo nati. Pistoia è in me, anzi, insegna anche qualcosa’, scriveva Marini".

“A tal proposito – ricorda Capaccioli - basti pensare che il dipartimento educativo del museo era frequentato da 5.000 bambini l’anno. Ecco, anche per i più piccoli è importante capire l’importanza che questi luoghi hanno avuto nell’opera dell’artista e per tutto il territorio pistoiese, che come dice l’artista 'insegna qualcosa'".

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