Pistoia, giallo al museo Marini: il metronotte trova l'allarme disinserito. E gli addetti alla sorveglianza non ci sono più

Il sindaco Alessandro Tomasi: "Temo per la sicurezza delle opere". Il 7 marzo manifestazione contro la chiusura e il trasferimento delle opere a Firenze

Lo scultore Marino Marini (foto da Wikipedia)

Piccolo giallo al museo Marino Marini di Pistoia. Stamani la guardia giurata che su incarico della Fondazione ogni mattina apre il museo di corso Fedi dedicato al grande scultore novecentesco, chiuso al pubblico dallo scorso 1 marzo e in procinto di veder trasferire le sue opere a Firenze, ha trovato l'allarme disinserito.

Sul posto, poco dopo le 8, sono immediatamente intervenute le forze dell'ordine, per accertare che nessuno si sia introdotto nella struttura e abbia rubato qualcosa. Da fine febbraio, infatti, nel museo non c'è più il personale di sorveglianza. Polizia scientifica, squadra mobile, digos, carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Firenze, si sono subito messi a setacciare le immagini di videosorveglianza del museo e le sue sale.

“Sono stato avvertito stamani da cittadini e consiglieri che le porte del museo erano aperte – ha detto il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi - E ci ho trovato la polizia. Un museo aperto e presidiato solamente da una guardia giurata. Non mi sembra logico chiudere il 29 febbraio con una cooperativa che si occupava della guardiania e riaprirlo al pubblico con una sola guardia giurata”.

“La polizia mi ha detto che sono stati chiamati dal metronotte perché sembra che qualcuno sia entrato nel palazzo del Tau dopo le 17.30: l'allarme infatti è stato trovato disinserito – ha aggiunto Tomasi - Io credo che la questione vada affrontata con più serietà e non riesco a capire come si possa arrivare a questo punto”.

“Attendo i risultati delle Forze dell'Ordine, può essere anche un errore e lascio lavorare chi di dovere, ma non si può presidiare un Museo così importante con una sola guardia giurata – ha concluso il sindaco di Pistoia - Mi auguro che non sia successo nulla. Dopo quello che è successo stamani sono preoccupato per la sicurezza delle opere”.

La chiusura del museo Marini sta scatenando le vibranti proteste dei cittadini pistoiesi. E al loro fianco si sono schierati, tra gli altri, anche il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt e il candidato governatore della Toscana Eugenio Giani.

Domenica scorsa, a Pistoia, è andata in scena una nutrita manifestazione contro la chiusura. “Abbiamo già raccolto oltre 4.000 firme online” ha detto Marco Leporatti, coordinatore del comitato “Nessuno tocchi Marino”, costituitosi contro il trasferimento a Firenze delle opere dell’artista.

E il 7 marzo ce ne sarà un'altra: “Si intitola 'Mano a mano', i volontari hanno donato più di un chilometro di stoffe che sono state annodate e permetteranno di avere una cordata che dal museo Marino Marini arriverà al Comune" ha aggiunto Leporatti.

“La Regione Toscana sarà al fianco della Sovrintendenza nel giudizio promosso presso il Tribunale amministrativo affinché il vincolo pertinenziale che lega Marino Marini alla città di Pistoia sia rispettato fino in fondo - ha detto l’assessore regionale Federica Fratoni, partecipando alla manifestazione di Pistoia -. Questo è un vero e proprio scippo che la Regione Toscana non sarà mai disponibile ad avallare”.

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Intanto, nel Museo sulla cui porta campeggia il cartello “Chiuso per inventario”, proseguono gli accertamenti delle forze dell'ordine.

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