Trasporto pubblico, ancora ricorsi sulla gara. La Regione tira dritto

Mobit annuncia una sospensiva sull'affidamento: a febbraio si deve esprimere il Consiglio di Stato

Che la telenovela non fosse terminata era prevedibile: la gara unica del trasporto pubblico toscano avrà altri strascichi. Mobit, società esclusa dall'affidamento, con leader le Ferrovie, ha annunciato una richiesta di sospensiva al Tar sull'atto della Regione che affida la gestione a gruppo Autolinee Toscane, guidato dai francesi di Ratp. Sulla vicenda, infatti, il 26 febbraio 2020 si dovrà esprimere il Consiglio di Stato sui precedenti ricorsi.

La Regione, infatti, a maggio scorso aveva deciso di rompere gli indugi (senza attendere il pronunciamento della giustizia amministrativa) affidando provvisoriamente la gara. Un fatto che aveva scatenato numerose polemiche

"La Regione ha deciso di andare avanti nella procedura con l’attivazione del servizio da parte di Autolinee Toscane fin dal primo gennaio 2020. - sottolinea Mobit in una nota legge in una nota - Ha perciò ha fissato il calendario per il trasferimento dei beni già a partire dal mese di novembre 2019. Il trasferimento di beni mobili, immobili e autobus e la conseguente estromissione dal servizio degli attuali gestori fin dal 1 Gennaio 2020, se non sarà sospeso, recherà un danno irreparabile alle aziende che attualmente erogano il servizio".

"In tale situazione - spiega il gruppo - l’eventuale sentenza favorevole a Mobit sarebbe resa inutile essendosi il danno già verificato". Danno che, si prosegue, "ricadrebbe indirettamente anche sugli oltre cento comuni toscani che sono titolati di partecipazioni delle società consorziate di Mobit".

La Regione dal canto suo tira dritto: "Rispettiamo obblighi e tempi previsti negli accordi sottoscritti dalle parti, anche se alcuni soggetti sembrano sorprendersi quando gli impegni sottoscritti vengono attuati davvero", ha replicato ieri in una nota.

La contestazione "del cronoprogramma fissato dalla Regione Toscana per il trasferimento dei beni da Mobit ed Autolinee Toscane - si sottolinea - va contro non soltanto all'accordo sottoscritto dalle parti il 29 dicembre 2017, che le impegnava a non ostacolare lo svolgimento delle attività propedeutiche all'avvio del servizio (tra le quali rientra a pieno titolo il passaggio dei mezzi e delle strutture all'azienda aggiudicataria), ma anche contro l'articolo 15 dello stesso contratto-ponte, firmato nel 2017 dalle aziende di trasporto toscane che costituiscono Mobit e che specifica chiaramente i termini e le procedure da attuare a fine contratto".

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"Nello stesso articolo 15 si legge che, - sottolinea la Regione - nel caso in cui i soggetti direttamente interessati non trovino una soluzione condivisa, saraàla Regione Toscana a fissare, entro 15 giorni dal mancato accordo, un cronoprogramma. Ed è quanto è stato fatto. Dunque nessuna decisione arbitraria, - conclude la nota - ma solo rispetto dei patti sottoscritti".

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