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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

G7, Schmidt rilancia la Loggia di Isozaki: 'Non siamo più negli anni 90'

Il direttore degli Uffizi rilancia l'ipotesi Isozaki. Polemica per la rimozione dello striscione per Giulio Regeni da Palazzo Vecchio

Secondo giorno del G7 della Cultura, il meeting fra ministri della Cultura dei sette paesi più industrializzati al mondo. Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati: la giornata di ieri si è conclusa nel Salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio, col concerto del maestro Riccardo Muti. Per coloro che fossero interessati, il concerto sarà ripetuto questa sera al Teatro dell'Opera. Le attività del secondo giorno sono ripartite proprio dal Salone, con una tavola rotonda sul tema della cultura. Fra gli interventi, si segnala quello di Alessandro Delpriori, sindaco di Matelica, uno dei paesi devastati dal terremoto dello scorso agosto. "Non sono qui per chiedere aiuto, anche se certo di soldi ne serviranno tanti per ricostruire, ma a chiedervi di non dimenticarci, di starci vicino. Rimettiamo in piedi una chiesa, salviamo gli affreschi e i rosoni, e restituiamo alle persone un luogo dove riconoscersi come comunità. Allora sapremo come ricostruire le nostre vite e il nostro futuro". Le città che resistono alle calamità è uno dei temi di questo G7, come ricordato ieri dal Ministro Franceschini, che ha scelto Firenze per aver resistito all'alluvione del '66 ed alle bombe mafiose del '93. Da qui, l'idea di terminare il vertice con la Dichiarazione di Firenze. "La discussione si è concentrata su molti argomenti, in primo luogo - ha affermato Franceschini - sul patrimonio culturale che è minacciato dal terrorismo e dalle calamità naturali e che la comunità internazionale stessa deve impegnarsi per proteggere e tutelare". Ma l'intervento che ha fatto più rumore, almeno qui a Firenze, è stato sicuramente quello del direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, che è tornato sulla Loggia di Isozaki, affermando anche di aver riallacciato i rapporti con l'architetto nipponico. Il progetto finale, di cui si discute addirittura dagli anni '90, andrà presentato entro la fine di quest'anno, pena la perdita dei fondi europei. “Il costo della Loggia è di 12 milioni – ha affermato il direttore – le penali per la sua non realizzazione ammontano a 20 milioni. Non è questo il momento dei giudizi estetici, questo si poteva fare negli anni ‘90. Adesso dobbiamo andare avanti ”. Un pragmatismo tutto teutonico.

Poteva mancare la polemica? Ovviamente no. In questo caso si tratta della rimozione dello striscione giallo con scritto “Verità per Giulio Regeni” dalla facciata di Palazzo Vecchio. Elemento che è stato sottolineato proprio dall'omonimo profilo Twitter. Immediata la risposta del Comune, che arriva per voce – virtuale – della vicesindaca Cristina Giachi, ancora su Twitter. "Il cerimoniale di Stato impone di togliere qualunque striscione e simbolo in occasioni del genere, ci hanno imposto di farlo e domani lo rimetteremo". Al termine del dibattito del mattino, lo striscione è stato effettivamente riappeso nella sua posizione originaria, mentre la polemica sui social non accennava a scemare.

Che altro manca? Il famoso drone della Polizia, che avrebbe dovuto vigilare sulle nostre teste durante questa due giorni. Quello non si è visto e, forse, è stato meglio così.

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