Forteto: un decreto regionale ha sciolto la Fondazione

Stefano Mugnai e Maurizio Marchetti: "In questo modo va avanti lo smantellamento di quel castello di orrori"

Forteto: stop alla Fondazione. E' arrivato infatti, il decreto regionale che scioglie la fondazione, così come riporta l'Ansa. "Forteto, arriva il decreto regionale che fa scendere il sipario sulla fondazione. Il parere con cui la conferenza dei servizi aveva espresso, esattamente due mesi fa, il suo assenso all'avvio della procedura di estinzione d'ufficio si è tradotto nel decreto dirigenziale della Regione Toscana adottato il 21 maggio scorso", hanno annunciato il coordinatore toscano di Fi e vicecapogruppo alla Camera Stefano Mugnai, e il capogruppo azzurro in Consiglio regionale Maurizio Marchetti.

"In questo modo, mentre si attende l'insediamento della commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta, va avanti lo smantellamento di quel castello di orrori che è stato per decenni Il Forteto - sottolineano Mugnai e Marchetti -, con la chiusura di una delle sue tre 'teste': quella della fondazione attraverso cui si veicolavano i precetti della comunità-setta. Il commissario governativo della società agricola Il Forteto Jacopo Marzetti dimostra di operare con efficacia, già che sua era l'istanza di scioglimento della fondazione".

Ritorno al Forteto, 30 anni dopo: "Quelli della Setta ci sfidano ancora

Immediate le reazioni: "Finalmente la fondazione 'Il Forteto' è stata sciolta: un passo in avanti importante che rappresenta però solo il minimo sindacale. Con la commissione d'inchiesta parlamentare indagheremo, perché vogliamo sapere perché la Regione Toscana abbia consentito così a lungo, dopo i gravissimi fatti emersi, che i sodali di Fiesoli potessero ancora godere di un riconoscimento dalle istituzioni". Lo afferma Giovanni Donzelli, deputato e vicepresidente della commissione regionale d'inchiesta sul Forteto". E ancora: "In questa vicenda c'è ancora molto da fare - sottolinea Donzelli - c'è sempre l'impressione che siano ancora in molti quelli che ostacolano il percorso verso la verità e la giustizia per le vittime. La commissione che si sta insediando a Roma avrà il compito di fare chiarezza e di accelerare il percorso verso la pulizia nella cooperativa, a partire dall'allontanamento dei membri della setta e il riconoscimento dei risarcimenti per chi ha subito le pesanti angherie. Tutte queste cose sono alla base del ripristino della normalità - conclude Donzelli - che non può prescindere dalla richiesta che per il capo della setta, Rodolfo Fiesoli, sia al più presto emessa la sentenza finale che infligga una pena esemplare".

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