Caso Forteto, l'inchiesta si allarga: dopo Fiesoli altri 22 indagati

Secondo la procura di Firenze le 22 persone avrebbero fornito un contributo materiale e morale a Fiesoli. Solo così il fondatore poteva instaurare un "regime" di omertà assoluta

Si allarga l’inchiesta della procura di Firenze sul caso Forteto. Nel mirino dei magistrati non più solo Rodolfo Fiesoli, il fondatore e presidente della comunità finito in carcere nel dicembre 2011 (poi agli arresti domiciliari), ma altri 22 indagati, tutte componenti dell’associazione. L’accusa parla chiaro: maltrattamento. La stessa accusa ipotizzata contro Fiesoli a cui però sono stati contestati anche due casi di violenza sessuale. Gli atti sono firmati dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, dal suo aggiunto Giuliano Giambartolomei e dal sostituto Ornella Galeotti.

REGIME FORTETO – Secondo le carte dell’accusa, trasmesse anche alla magistratura di Genova, le 22 persone avrebbero fornito un contributo materiale e morale a Fiesoli. Solo così il fondatore poteva, infatti, instaurare un vero e proprio “regime” con regole ferree e omertà assoluta, durato nel tempo e capace di ingannare quanti visitavano e sostenevano la comunità, che si trova a Vicchio, in Mugello, comprese le istituzioni e esponenti della politica.

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Il Forteto, fondato nel 1977, per anni è stato indicato come centro di “eccellenza” nel recupero dei minori abusati e maltrattati, nonostante Fiesoli e il suo cofondatore, oggi tra i nuovi indagati, nel 1985 fossero stati condannati per reati simili. La misura cautelare nei confronti di Fiesoli, arrestato il 20 dicembre scorso, è stata poi attenuata e ora il settantunenne ha l’obbligo di dimora nel comune di Pelago (Firenze). Accanto alla comunità nel corso degli anni è stata creata una cooperativa agricola che oggi ha un fatturato di 17 milioni di euro ed esporta formaggi in mezzo mondo. Molti degli ex ragazzi maltrattati lavorano ancora nella cooperativa di cui sono soci anche quasi tutte le persone indagate.
 

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