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Campi rom: dalla Toscana 1,5 milioni per superarli

Il presidente Rossi: “Le ruspe? Se non c'è integrazione non servono a nulla”

La Toscana investe 1,5 milioni, 500mila per il secondo semestre del 2018 e 1 milione per il 2019, destinati a promuovere interventi per superare i campi rom. Lo fa attraverso un protocollo d'intesa aperto ai comuni, presentato questa mattina e per ora firmato dalle amministrazioni di Firenze, Prato, Sesto Fiorentino, Carrara e Lucca.

“I comuni potranno accedere ai fondi attraverso bandi che partiranno a settembre. Gli interventi punteranno su ristrutturazioni di situazioni esistenti, l'individuazione di strutture abitative che possano essere destinate a questo scopo o attraverso contributi all'affitto, nel rispetto di leggi e regolamenti”, spiega il presidente della Regione Enrico Rossi. 

Altri 600mila euro saranno invece stanziati per interventi che mirano a contrastare l'abbandono scolastico. “Perché l'integrazione passa dalla scuola”, sottolinea Rossi, che sulle 'ruspe' spesso invocate in passato dall'attuale ministro degli interni Matteo Salvini invece dice: “Servono anche quelle, per smantellare i campi ma dopo che sono state trovate soluzioni abitative. Altrimenti le ruspe non servono a nulla. Dove vanno quelle persone senza alternative? Da nessuna parte e i campi sono destinati a riformarsi”.

Sullo stanziamento arrivano critiche dalla destra. “Rossi e il Pd hanno creato i campi rom buttando milioni di euro e ora per rimediare sperperano altri soldi”, attacca Giovanni Donzelli, deputato fiorentino di Fratelli d'Italia. Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Marco Stella aggiunge: “Mi auguro che a Rossi e ai sindaci che aderiscono all'iniziativa non venga in mente di individuare corsie preferenziali nell'assegnazione di case popolari”.

Rossi però respinge le accuse e precisa che nessun finanziamento stanziato per il superamento dei campi rom riguarda le case popolari e che nessuna 'scorciatoia' sarà concessa. “Sulle case popolari ci sono polemiche che non esistono. Ci sono delle leggi e tutte le etnie sottostanno alle stesse regole. Non esiste nessuna via privilegiata, in caso contrario saremmo di fronte a dei reati da perseguire”, dice il presidente della Regione. Per poi aggiungere: “Sfatiamo anche un altro luogo comune. E' bene dire che il 91% delle case popolari in Toscana sono assegnate ad italiani”.

Alla firma del protocollo, questa mattina alla sede della Regione in piazza Duomo, per il Comune di Firenze era presente l'assessore al welfare Sara Funaro, che ha confermato la volontà di Palazzo Vecchio di arrivare al superamento del campo rom del Poderaccio entro 18 mesi (a partire dallo scorso giugno).

“Nello scorso mandato abbiamo chiuso quello dell'Olmatello e in questo mandato abbiamo già dimezzato le presenze al Poderaccio (dove restano circa 240 persone, ndr) - ha detto Funaro -. Il nostro impegno prosegue per raggiungere l'obiettivo fissato”.

In Toscana, su una popolazione complessiva di circa 3 milioni e 800mila abitanti, sono circa 2.100 (di cui 700 in età 'scolare') le persone rom, sinti e camminanti che ancora vivono nei campi nomadi, che anche l'Unione Europea chiede di superare. “Erano 2mila800 nel 2014, significa che gli interventi messi in atto finora - conclude Rossi -, sono andati nella giusta direzione”.

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