Cronaca

Wolfango Poggi, fiorentino da Firenze a Belgrado in bici per i bambini della Serbia

Wolfango Poggi, 45enne fiorentino e serbo d'adozione, pedalerà per raccogliere fondi per costruire un asilo nel paese di Vajska

Da Firenze a Belgrado in bicicletta, circa 1.200 chilometri in otto giorni, per raccogliere fondi per costruire un asilo nel paese serbo di Vayska. Li percorrerà Wolfango Poggi, fiorentino 45enne ma serbo d'azione, che attualmente si divide tra Firenze e Milano, dove è direttore di una scuola per stranieri.

La partenza di 'Biking with the Wolf', questo il nome del progetto, è prevista per venerdì 14 maggio alle 10 da piazzale Michelnagelo con il via alla prima tappa, che porterà Poggi a percorrere circa cento chilometri fino a Bologna, accompagnato da vari ciclisti che seguono e suppoortano l'iniziativa.

"E' un viaggio in bici che in otto giorni mi farà attraversare Bologna, Venezia, Trieste e poi Slovenia, Croazia e infine Serbia, con l'arrivo nella capitale Belgrado. Sono una persona normalissima, non professionista, un amatore. Ma mi piace pormi sfide che mettano in gioco me stesso a livello atletico e psicologico. Ho deciso di partecipare a questo progetto che raccoglie fondi per un progetto che riguarda la costruzione di un asilo nido a Vayska, villaggio della Serbia, per fare qualcosa per questo paese che mi ha accolto, dopo essermi sposato con una donna serba. Un Paese a cui devo moltissimo", ha detto Poggi presentando il progetto nei giorni scorsi.

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I fondi raccolti grazie alla lunga pedalata aiuteranno i bambini della Fondazione Novak Djokovic, al fine di realizzare in Serbia alcuni asili, uno appunto a Vayska, per bambini in zone disagiate e senza risorse economiche (qui l'indirizzo della raccolta fondi fundraise.novakdjokovicfoundation.org/fundraiser/3066047). Partita da meno di un mese, la raccolta fondi è arrivata ad oltre 8mila euro.

“Firenze è una città dove lo sport non è solo agonismo ma anche solidarietà - ha sottolineato Cosimo Guccione, assessore allo sport del Comune di Firenze, che patrocinia l'iniziativa assieme ai municipi di Bologna e Venezia -. In questo momento così difficile far partire una persona per unire due Paesi è un bel messaggio per tutti. Grazie allo sport, e in questo caso al ciclismo, si superano i confini aiutando anche gli altri".

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