Venerdì, 19 Luglio 2024
La proposta

Problema casa: “Imitiamo la scelta di Barcellona sugli affitti brevi”

Sindacati e associazioni spingono per emulare la città catalana che non rinnoverà le licenze a piattaforme come Airbnb dalla fine del 2028

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Dopo aver spiegato che in città gli affitti sono aumentati di circa “il 70 per cento negli ultimi dieci anni” il sindaco di Barcellona Jaume Collboni ha annunciato a fine giugno che la città catalana vieterà di fatto gli affitti brevi entro la fine del 2028 non rinnovando circa 10mila licenze. Un modo per “Far tornare sul mercato immobiliare queste case a favore dei residenti” che, se la proposta di legge sarà approvata dal parlamento catalano, farà praticamente crollare il mercato di piattaforme come Airbnb.

Una proposta che ha trovato pareri favorevoli anche a Firenze per cercare di risolvere il problema affitti. “La scelta di Barcellona è dolorosa e inevitabile per gli appartamenti non residenziali – osserva Gabriele Danesi di Auser Laboratorio Casa  - e da replicare a Firenze. Il problema è che Airbnb quando è nato era per il turismo di comunità, dove si metteva in affitto la stanza in più, stile couchsurfing. Era un arricchimento del tessuto produttivo, economico e sociale col turista che si integrava. Lascerei la possibilità di affittare a chi mette a disposizione la stanza in più, abitandoci. Accanto alla necessità di mettere nuove case sul mercato immobiliare, ci vuole che si tuteli anche chi vuole mettere a reddito il suo appartamento, velocizzando lo sfratto contro i professionisti della morosità”. 

Se la European Holiday Home Association in merito al provvedimento di Barcellona ha specificato che “vietare le case vacanza non solo non risolverà i problemi abitativi, ma di fatto danneggerà chi si guadagna da vivere sostenendo l’industria del turismo. Questa proposta estrema non avrà alcun effetto sulla crisi immobiliare", a Firenze intanto il Tar deve ancora pronunciarsi sul ricorso di massa presentato da migliaia di proprietari e host sulla variante al regolamento urbanistico.

Una variante - entrata subito in vigore - presentata nell'autunno scorso da Palazzo Vecchio per cercare di porre un freno alle registrazioni di nuovi alloggi da destinare ad affitti brevi nell'area Unesco.

“Attendiamo il responso del Tar – commenta Laura Grandi del Sunia – e qualora, come pensiamo, ci sia un responso positivo, chiederemo di applicarlo sull'intero territorio comunale. Una estensione come chiesto da Barcellona. La città catalana ha fatto bene: ormai è diventato un fenomeno angosciante per chi pensa che la città abbia una funzione non solo turistica”.

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