Da dentista a esploratore: il fiorentino che ha mollato tutto per viaggiare

La storia di Matteo: "Lavoro per esplorare il mondo. Ho preso in mano la mia vita e sono felice"

E' tornato da una settimana in una delle rare "finestre" fiorentine. Fra una decina di giorni zaino in spalla, passaporto e via per una nuova avventura. Vive per il piacere di viaggiare e conoscere nuovi posti Matteo Catelani, 31 anni di Santo Spirito. Laureato in odontoiatria, quattro anni fa ha deciso di cambiare vita e partire alla scoperta del mondo.

Matteo, perché hai preso questa decisione?

Ho studiato sei anni per quello che credevo fosse ciò che volevo. Poi ho iniziato a lavorare, prima all'università e poi in una compagnia dentistica low cost. La prospettiva di dover fare una lunga gavetta per crearmi una posizione e il pensiero di stare sempre chiuso in uno studio solo in vista del fine settimana mi hanno fatto scattare la molla. Così ho lasciato tutto e sono partito.

E dove sei andato?

Ho preso un biglietto di sola andata per l'India, dov'ero stato già in un viaggio post-laurea. Ero rimasto affascinato dalla cultura asiatica e con il pallino di viaggiare in Asia senza nessun piano e mete prefissate. L'unica cosa che ero sicuro di voler fare era viaggiare. 

La tua famiglia come ha reagito? 

Male. Avrebbero voluto che rimanessi qui. Per loro dovevo fare il dentista. "Non pensi al futuro?", mi dice mia mamma ancora. Ma non vedo perché dovrei stressarmi adesso: io vivo felice, quello che accadrà in futuro si vedrà.

Dunque così è iniziata l'avventura. E in questi quattro anni in quanti paesi sei stato?

India, Nepal, Thailandia, Vietnam, Cambogia, Laos, Myanmar, Malesia, l'isola del Borneo, Indonesia, Filippine, Singapore, Hong Kong, Cina. Poi sono tornato in Europa perché avevo perso la testa per una ragazza olandese: sono stato una settimana e poi è finita. Dopo una parentesi in Europa a trovare amici che avevo conosciuto in Asia sono partito per l'Australia. E poi Nuova Zelanda, Figi, Giappone, Corea e Taiwan.

Matteo Catelani, il fiorentino che viaggia alla scoperta del mondo

Come sopravvivi?

Lavorando. Alterno periodi in cui visito luoghi a quelli in cui lavoro, anche duramente. Ho fatto un po' di tutto, anche lavori molto duri come quelli nelle aziende agricole australiane. Fino a 15 ore al giorno nei campi a seminare o raccogliere melanzane, ciliegie, peperoni, mango. Lavori da spaccarsi la schiena ma che ti consentono di guadagnare per viaggiare.

Se dovessi fare un bilancio di questa tua esperienza, come la valuteresti?

Fantastica. La cosa più bella è la condivisione che c'è con i tuoi compagni di avventure. Ho conosciuto persone di tutto il mondo, in Australia ad esempio pullulano i gruppi Facebook per conoscere persone che viaggiano e lavorano per viaggiare. Abbiamo viaggiato in autostop, in macchina, con i mezzi pubblici. E ci siamo accampati ovunque per dormire, dai monti alle spiagge, dalle camere alla macchina. Anche nei periodi lavorativi ho sempre dormito in ostelli, in campeggio o addirittura in auto.

Ma con questa vita sei riuscito a mantenere contatti e rapporti anche con gli amici fiorentini?

Sì, è logico che quando torno ogni sera sono fuori per incontrare persone che vedo di rado. E' molto bello ma adesso, con la vita che faccio, mi sento molto più legato alle persone che incontro in viaggio che agli amici di sempre.

Qual è il posto più bello che hai visto?

In Nuova Zelanda ci sono dei paesaggi incredibili.

Il lavoro più curioso che hai fatto?

Alle Figi ho lavorato per "Survivor", un reality show. Facevo lo stunt-man dei giochi, in pratica dovevo testare prima dei concorrenti le prove a cui venivano sottoposti. Uno scherzo, rispetto a tanti altri che ho fatto. Fino a che lo show non ha chiuso. 

Ti piacerebbe farti una famiglia?

Non escludo che in futuro possa succedere, non sono anti-famiglia. Ora come ora però non ne sento il bisogno e non la cerco. 

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