Da Impruneta a Hollywood: il musicista fiorentino che compone per le star

Federico Torri ha appena 27 anni. Una laurea a Fiesole e una a Los Angeles: oggi lavora in America

Ha iniziato a suonare il piano a 5 anni. La musica come passione e tanto tanto studio. Fino al sogno di renderla una professione. Così Federico Torri, 27enne di Baruffi, nel comune di Impruneta (Firenze), ha tentato l’avventura a Hollywood. Ed ora lavora fra le star.

Federico, come sei finito negli Stati Uniti?

"Avevo già preso una laurea triennale in composizione musicale alla scuola di musica di Fiesole, sono venuto qua proseguire gli studi alla University of Southern California: non pensavo mi prendessero perché la competizione è fortissima, invece poi ci sono riuscito, persino con una borsa di studio. Così ho preso una laurea specialistica in composizione di musica per film, tv, videogames e media, uno dei corsi più rinomati al mondo".

Quando hai realizzato che la musica poteva essere un lavoro?

"Ho iniziato con la musica classica, che oggi apprezzo molto, ma quella elettronica mi ha fatto capire le potenzialità espressive. Iniziai a scrivere i primi pezzi, a comporre e ad appassionarmi alle parti più tecniche come la registrazione, il mixaggio e la produzione. Poi ho imparato a suonare la chitarra e il basso elettrico da autodidatta e ho suonato in alcune band. C’è voluto un pò di tempo prima di riuscire a farsi prendere sul serio e soprattutto farsi pagare. Solo con tanta caparbietà ho ottenuto i primi lavori".

Te ne sei andato per le opportunità di lavoro o perché in Italia ci sono limiti?

"Los Angeles è il cuore dell’industria cinematografica e di conseguenza ci sono tantissime opportunità anche nella musica legata al cinema. In Italia la scena è molto più ristretta, ma questo non vuol dire che non sia altrettanto interessante. Anzi, mi piacerebbe molto entrare anche nel mondo del cinema italiano". 

Con e per quali artisti hai già lavorato?

"Sono qui da poco più di un anno e mezzo ma ho già avuto la fortuna di lavorare con musicisti di altissimo livello. Ho registrato in studi leggendari, frequentati in passato da Frank Sinatra, Michael Jackson, i Rolling Stones, Beach Boys, Paul McCartney e Bob Dylan. In varie occasioni ho avuto modo di registrare i miei pezzi con gli stessi musicisti che hanno suonato per compositori come John Williams (Star Wars, Harry Potter, Indiana Jones) o Hans Zimmer (Il Gladiatore, Pirati dei Caraibi, Interstellar, Inception, Il Re Leone). Da poco finito di lavorare ad orchestrazioni per un film con Robert De Niro, Morgan Freeman e Tommy Lee Jones".

Come si svolge la tua giornata lavorativa?

"E' molto varia. Ci sono giornate in cui sto a comporre in studio ed altre in cui mi confronto con registi e produttori sul lavoro da fare. Poi dopo i montaggi dei film aggiusto la musica, processo che continua fino al momento in cui il film raggiunge la sua forma finale".

Com'è Hollywood vista da un compositore fiorentino?

"Hollywood è un mondo più piccolo di quanto non possa sembrare vista dall’Italia. Dopo un po’ che sei qui ti rendi conto di quanto spesso si ritrovino le stesse persone a lavorare sui più diversi progetti. E’ un ambiente molto stimolante dove tutto sembra a portata di mano, ma allo stesso tempo può essere spietatamente competitivo. Però ci sono tantissime opportunità  e con tanta perseveranza e tanto lavoro si possono ottenere grandi soddisfazioni".

E gli Oscar, come li seguirai?

"Come tutti seguirò gli Oscar da casa (che fra l’altro si trova a 10 minuti di auto da dove si svolge la cerimonia). Sono chiaramente un’istituzione importante e un punto di riferimento per chiunque lavori nel mondo del cinema. L’anno scorso il premio oscar per la miglior musica è stato vinto da un ex allievo del corso che ho frequentato, Ludwig Goransson con Black Panther. Sono curioso di vedere chi vincerà quest’anno". 

Quali sono i tuoi obiettivi?

"Il mio obiettivo è scrivere musica di cui possa essere orgoglioso e che sia legata a progetti in cui credo. Mi piacerebbe dividere la mia produzione fra musica per film e musica per concerti, con una band intendo. In entrambi i casi vorrei che fosse legata a progetti che trattano temi per me rilevanti. Se tutta la mia produzione fosse solo per intrattenimento puro mi sentirei incompleto. La musica, come le arti in generale, può essere un efficace mezzo di sensibilizzazione su temi importanti. Se poi lungo la strada capitasse una candidatura a un Oscar o a un Grammy non mi dispiacerebbe, è chiaro".

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In questi giorni in Italia tutti parlano del Festival di Sanremo. Che ne pensi? 

"Il Festival di Sanremo è indubbiamente un’istituzione, uno dei pochi momenti in cui così tanti italiani rivolgono la loro attenzione alla musica. Onestamente la mia sezione preferita è Sanremo Giovani. Mi dispiace solo che nel tempo si è in qualche modo creato un genere di canzone “adatta” a Sanremo nel quale tanti artisti cercano di rientrare a costo della loro originalità e del loro stile personale: mii auguro che si torni ad avere proposte musicali un pò più ricercate".

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