Fiorentina, Rocco come Diego: "Senza nuovo stadio, la squadra vivacchierà"

Commisso presenta uno studio sull'impatto economico che avrebbe un nuovo impianto a Campo di Marte e torna ad attaccare la politica: "Avete aspettato che arrivasse lo stupido d’America. Ma con i soldi di Rocco si fa quello che dice Rocco"

“Portate gli architetti che volete, io sono disponibilissimo, chiunque sia. Dico ai politici: qui cadono i calcinacci. Avete aspettato che arrivasse lo stupido d’America. Andate, e fatelo voi lo stadio. Andate in Europa, chiedete i soldi, e fate i progetti. E poi ne riparleremo. Ma con i soldi di Rocco si fa quello che dice Rocco, ovviamente nei limiti di legge. Io qui… me ne torno in America. Forse non hanno capito, io ho già messo più soldi nella Fiorentina in un anno, di quanti ne hanno messi tutti quelli che c’erano prima. Io non li ho rubati i soldi, li ho guadagnati lavorando. E posso investirli altrove. Ci sarebbero tanti incentivi per la città, per la gente di Firenze. E mi aspetterei degli aiuti dalla politica, anche perchè io non voglio i soldi che sono stati dati alle società americane dallo Stato”.

E' un fiume in piena, il presidente della Fiorentina Rocco Commisso, mentre parla ai giornalisti nel Rinascente Lounge dello stadio Franchi. Il patron viola presenta uno studio sull'impatto economico di un nuovo Franchi della società Deloitte: un impianto all'avanguardia da 42.000 posti, spostato verso i “campini” per allontanarsi dalle abitazioni di viale Fanti, con 20.000 metri quadrati di strutture commerciali all'interno ed altri 30.000 (di commerciale e turistico-ricettivo) all'esterno, verosimilmente dove adesso sorge il centro sportivo e l'Olimpia. Lo studio prevede anche la creazione di oltre 1.000 posti di lavoro.

Ma sono gli screzi con la politica, a tenere banco tra le domande dei giornalisti. “Ti giuro che i turisti verranno a vedere lo stadio Franchi nuovo. Oggi vengono a vedere le scale elicoidali? No. C’è chi dice che lo stadio non porterebbe soldi. Ma che dite? Avete visto la Juventus? Quello stadio con quelle attività funzionano tutti i giorni e fanno aumentare di tanto i ricavi” dice Commisso a uno di loro.

E a un altro: “Il rischio che mi passi l'entusiamo c’è. Ho detto sempre fast fast fast, ho 70 anni. A qualcuno l’ho detto, è il rischio che si prendono alcuni che mettono i bastoni tra le ruote. Il rischio che mi stanchi c’è. Lasciatemi fare queste cose e lasciare qualcosa a Firenze. Mia moglie mi ha detto: qui va buttato giù tutto. Vogliamo una struttura moderna, dove tutto funziona”.

Poi Rocco corregge il tiro:  “Ok, la parola 'distruggere' è stata esagerata. Dico gettare giù, molto, ma tenere qualcosa. La torre, qualcosa. Ci sono delle possibilità che lo stadio debba essere spostato, per il commerciale. Ma anche del rischio sismico. Andrebbe ad esempio spostato in base alle entrate. La tribuna non è a norma per le nuove regole Uefa”.

E poi c'è l'opzione 'Campi-Nou', ricorda il presidente: “Ora stiamo parlando del Franchi. Non è l’unica opzione che abbiamo. C’è anche Campi. Con pro e contro. Non credo che un politico mi possa dire che non possa distruggere un prato. A meno che non ci siano gli etruschi”.

Quindi ancora attacchi alla politica: “Sono molto nervoso da questa situazione. Capisco la soprintendenza, che deve tutelare i beni culturali. Ma la politica…se vogliono mantenere le cose, devono anche tirare fuori i soldi. Non che deve tirarli fuori un altro. La politica può dare lavoro alla gente. In Usa, e a Milano, c’è il covid come qui a Firenze. Lì fanno progetti, ma perché qui non si può fare. Ok i monumenti, ma insomma. C’è lavoro per tutti qui? Cosa porterebbe la Fiorentina? Si deve valutare anche questo. Siete fortunati qui, se era in America ,la Fiorentina veniva portata altrove. Sono sicuro di questo. Se c’era il sistema americano, la Fiorentina veniva portata in Svizzera. Io non lo farò. Ma sono sicuro che sarebbe accaduto in Usa”.

Quindi la frase che ha gelato - ma non sorpreso - i tifosi viola: “Senza stadio, sì, la Fiorentina vivacchierà. Non sono venuto qui per vivacchiare. I ricavi erano a 93 milioni, ora siamo a 84. Ai livelli di vent’anni fa. Ma vent’anni fa i calciatori costavano molto meno. E gli ingaggi erano molto più bassi. Oggi siamo a 50-60 milioni. Qui non c’è neppure il salary cap, e chi ha più entrate aumenta il divario con le altre”.

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E quindi che resta da fare? “Dobbiamo fare progetti, entro due mesi, e poi andremo avanti - risponde Rocco prima di salutare - ma tra due settimane torno e vi faccio vedere che cosa bella facciamo a Bagno a Ripoli con il centro sportivo".

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