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Foto da RiminiToday

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Trasporto pubblico, l'Ordine degli Ingegneri: "Filobus per via Senese e via Chiantigiana"

La proposta dell'ordine degli ingegneri, che allo stesso tempo sostiene le tramvie: “Sono sostenibili e 'green'"

Da via Senese al Galluzzo a bordo del filobus. È una delle proposte lanciate dalla commissione trasporti dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, che per la 'Fase 3' della mobilità. “La nostra parola d'ordine è sostenibilità”, spiega una nota dell'Ordine.

Se il potenziamento del sistema tramviario da sempre è sostenuto dall'Ordine e ritenuto “una priorità per il rilancio della mobilità pubblica cittadina”, gli ingegneri si augurano che la crisi possa essere “un'occasione per attuare nuove soluzioni 'green' con benefici per l'ambiente e la salute dei cittadini”.

“Tra queste riteniamo potenzialmente interessante l’impiego di mezzi ad alimentazione promiscua 'filo e batteria' per la realizzazione di linee fisse su direttrici di trasporto consistente, ma non tale da giustificare una tramvia, e con costi e tempi ben più contenuti”, spiega Fiorenzo Martini, presidente della commissione mobilità e trasporti dell'Ordine.

L'attenzione degli Ingeneri si focalizza in particolare su due significative direttrici verso il sud della città, la via Senese verso il Galluzzo e la via Chiantigiana verso Grassina/Antella. 

“Entrambe le direttrici – spiega Martini – sono escluse dalla rete delle tramvie (tempo fa il sindaco Nardella ha rilanciato l'idea della 'tramvia del Chianti', ndr), sono state soggette nel tempo a processi anche importanti di inurbamento, gravano su un tessuto viario rimasto pressoché immutato e sono interessate da impegnativi traffici di attraversamento”.

“Ricordando che sulla Senese per alcuni decenni del ‘900 è già stata attiva una tramvia a vapore – prosegue Martini -, è da ritenere che un sistema a frequenza, collegato con le tramvie esistenti ed in progetto, dotato verso le estremità di punti e parcheggi di interscambio, potrebbe risultare economicamente sostenibile e meriterebbe comunque una verifica di fattibilità”. 

Sulle due direttrici, aggiunge Martini, “un sistema di filobus a batteria, con limitate sezioni di ricarica nelle tratte più opportune, parrebbe rappresentare un'equilibrata risposta ecologica di ammodernamento del sistema di trasporto pubblico locale e di alleggerimento dal traffico privato”. (Foto sopra da @RiminiToday)

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