Forteto, Fiesoli nega la pedofilia: "Io sono stato violentato, l'hanno fatto per i soldi"

Rintracciato ad Aulla (Massa), parole shock: "La storia mi darà ragione, come a Cucchi"

Ancora la Cassazione deve fissare l'udienza sui ricorsi all'ultima pronuncia della Corte d'Appello, per quello che si spera sarà l'ultimo atto del filone principale del processo, iniziato con gli arresti del dicembre 2011. E nel frattempo lui - Rodolfo Fiesoli, fondatore del Forteto - è tutt'oggi in libertà. E' ad Aulla, in una residenza per anziani: a rintracciarlo e intervistarlo è stato Matteo Calì de Il Sito di Firenze.

Incontrato per strada, Fiesoli ha subito respinto le domande, tirando anche uno schiaffo al giornalista. Poi, prima scappando e poi seduto al tavolo di un bar, il "Profeta" non ha resistito ed ha parlato, per quella che è una delle testimonianze più dettagliate mai ascoltate da lui (ai processi non si è mai presentato in aula). E negando ogni addebito sulle violenze e sulla pedofilia per cui è stato condannato a più riprese.

Fiesoli ha lanciato così parole durissime nei confronti delle vittime: "Io sono stato violentato, mica loro”, "le vittime hanno fatto tutto per i soldi”, "io non devo chiedere scusa a nessuno”, “ho sofferto” e “sono loro che dovrebbero avere i sensi di colpa”. 

Parole shock, a cui fa da sfondo un atteggiamento ondivago: prima quasi un'aggressione nei confronti del giornalista, seguita poco dopo dalla frase "io sto bene con voi". Nel mezzo i sintomi di uno svenimento su cui si possono avere molti dubbi rispetto alla veridicità (anche quando fu arrestato nel dicembre 2017 accusò un malore e fu trasportato in ospedale, salvo poi essere subito dimesso e trasferito in carcere)

Sempre parlando delle vittime Fiesoli ha detto che "io li ho perdonati", mentre loro "no, penso di no". Rivendica il modello della "famiglia funzionale" (quello di accoglienza che parte dalla contestazione della famiglia tradizionale) e da "conoscente" della pedofilia parla di bambini violentati come di "bestie" massacrate dai traumi. Però "io non ci ho mai messo bocca coi figlioli" e "figurati se vo a toccare un figliolo, ma neanche se mi dessero un miliardo”.

Per la sua vita ad Aulla oggi paga "2.100 euro al mese", dice, e "scrivo di me". E del Forteto "non ho più visto nessuno". Anche se poi dice della vecchia guardia al Forteto di oggi, commissariato, dice: "Li tengon boni sennò poi chiudono". "Sai icché un me ne hanno fatte a me in galera? Roba da romanzi", svela poi sulla sua esperienza in carcere. 

"Un innocente è contento di andare in galera", sottolinea infine rispetto al suo possibile futuro. E "se voi scrivete di me bene vedrai la storia la darà ragione a voi". "Vedi Cucchi, pover'uomo? Dieci anni c'è voluto...". Qui il video dell'intervista de Il SIto di Firenze.

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