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Athina Cenci

Athina Cenci

Piazza Santo Spirito, grande festa per Mario Monicelli e Amici miei | FOTO

Un doppio compleanno che Firenze ha festeggiato in piazza Santo Spirito. Una festa in onore del Maestro Mario Monicelli, considerato uno dei più celebri registi e sceneggiatori italiani

Un doppio compleanno festeggiato ieri sera in Piazza Santo Spirito: non solo i 100 anni del Maestro Mario Monicelli, quest’anno ne avrebbe compiuti cento, ma anche il quarantesimo del film “Amici miei”. L’evento è stato organizzato dal Quartiere 1 e dall’'Associazione Culturale "Bang!".

IL COMPLEANNO - La piazza gremita da fan e visitatori si è trasformata in un vero e proprio cinema all’aperto durante la proiezione de “L’ultima zingarata”, cortometraggio suddiviso in due parti: la prima, che mostra un finale alternativo rispetto alla trama monicelliana, e una seconda che descrive la nascita del film con interviste esclusive ai protagonisti della pellicola originale. Fra cui Gastone Moschin e lo stesso Monicelli.

Alle 22:00 arriva l'ospite d’onore: Athina Cenci. L'attrice lavorò a fianco di Monicelli nel film “Speriamo che sia femmina”, con cui vinse il primo “David di Donatello” nel 1986, come migliore attrice non protagonista. Ricordando il regista: “Geniale e straordinario. Ciao Mario …" La piazza ha poi brindato a Monicelli, poi un tocco di colore dal vicesindaco Cristina Giachi: “Firenze è Amici miei. Buona serata e supercazzola con scappellamento a destra per tutti !”.

Per concludere i festeggiamenti è stato proiettato sulla facciata della chiesa di Santo Spirito “Amici miei Atto I” che racconta la storia di quattro inseparabili amici, ormai cinquantenni, che affrontano i problemi della vita con autoironia. Il film di Pietro Germi, sotto l’attenta regia di Monicelli, registrò fra il 1975 (anno di uscita) e il 1976, circa sette milioni di spettatori. Tutto questo grazie al ritmo di narrazione, al plot dell’opera e alla comicità toscana, sempre presente nei film diretti dal Maestro Monicelli.

REGISTA - Monicelli nacque a Roma il 16 maggio del 1915, da una famiglia originaria di Ostiglia (in provincia di Mantova). Era luogo comune pensare che Monicelli fosse nativo di Viareggio, ma solo grazie alle ricerche del critico cinematografico Stefano Della Casa, si scoprirono le radici laziali del noto regista.

L’ex sindaco di Viareggio Luca Lunardini, in carica fino al 2012, dichiarò: “E’ vero, Mario Monicelli non è nato fisicamente a Viareggio, ma amava talmente tanto Viareggio, che considerava questa città il luogo in cui era nata la sua anima … ” Suo padre, Tomaso Monicelli, giornalista e critico teatrale, ricoprì la carica di direttore presso “Il “Resto del Carlino” e per lo storico quotidiano socialista “Avanti !”.

Il 25 maggio del 1946 Tomaso si tolse la vita, e su tale avvenimento Mario rilasciò solo successivamente un’intervista al periodico Vanity Fair: “Ho capito il suo gesto. La vita non è sempre degna di essere vissuta; il cadavere di mio padre l'ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno …”

Una tragica scomparsa purtroppo avvenne anche per lo stesso Mario, morto il 29 Novembre del 2010 a Roma. Secondo il personale sanitario dell’ospedale “San Giovanni”, il regista si lanciò dal 5° piano a causa di un 'malaccio' ormai in fase terminale. Mario Monicelli è ricordato soprattutto per i suoi tanti successi: candidato per sei volte al premio “Oscar”, nel 1991 gli fu consegnato il Leone d'oro alla carriera durante la Mostra del cinema di Venezia.

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