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Il 2020 tutto d'un fiato: fatti e misfatti di un anno che non rimpiangeremo

Sarà ricordato per il coronavirus: dalla pandemia al giallo delle valigie di Sollicciano. Cos'è successo raccontato mese per mese

La malattia, la morte, le restrizioni. Costretti a rimanere in casa, con le scuole e le fabbriche chiuse, le attività azzerate. Il 2020 sarà ricordato come l'anno orribile del coronavirus. Una pandemia che nessuno di noi aveva mai vissuto: l'ultima fu quella di cento anni fa con l'influenza spagnola. Un evento che ci ha colti impreparati e che ancora oggi condiziona molto le nostre vite, sospese nell'attesa che il Covid-19 allenti la presa.

Virus ma non solo: l'anno è stato segnato in modo pesante da questo evento e cerchiamo di ripercorrerlo attraverso i passaggi più significativi. Nella ricerca della normalità abbiamo provato a far emergere anche altri fatti che hanno segnato il 2020. Con l'augurio che il 2021 ci regali momenti migliori.

Gennaio
Incidente in taxi, muoiono a Cuba

Erano in vacanza a Cuba e per loro è stato fatale un incidente stradale. Antonio Tiseo, 66enne parrucchiere fiorentino insieme a Greta Calabrese, 52enne pistoiese, hanno perso la vita il 4 gennaio in un gravissimo scontro avvenuto nell'isola caraibica.

L'impatto fatale avvenne a bordo di un taxi e costò la vita ad altre quattro persone: due turisti russi, il guidatore del taxi e il guidatore dell'altro veicolo contro il quale il taxi, dopo aver perso il controllo, si è schiantato.

Febbraio
Il coronavirus arriva a Firenze

Due cittadini cinesi contagiati dal coronavirus ricoverati allo Spallanzani di Roma. E' quando si scopre che la coppia ha trascorso alcuni giorni a Firenze, soggiornando in una struttura ricettiva, che si capisce che il coronavirus è già arrivato a Firenze. Una notizia che, oggi, appare infima, conoscendo oggi la rapidità con la quale poi si sarà diffuso il virus. Ma che a febbraio 2020 segnò nella percezione dei fiorentini che la malattia era più vicina di quanto si temesse.

Il virus era già in Europa e in Italia, ma nessuno sapeva quanti danni avrebbe fatto. Di lì a qualche giorno esplose la preoccupazione per il rientro di migliaia di persone dal Capodanno cinese, fatto che fece esplodere una feroce polemica fra l'allora governatore Enrico Rossi e il noto virologo Roberto Burioni. E a fine mese ecco la notizia dei primi fiorentini contagiati.

Marzo
Esplode il contagio: lockdown nazionale, chiude anche la Toscana

Il virus si diffonde rapidamente, la sanità teme di non farcela a sopportare il carico di pazienti. Così si inaspriscono le misure, fino a che il governo non decide il lockdown nazionale a partire dal 10 marzo. Anche in Toscana (dopo la Lombardia) chiude tutto, o quasi. Impazzano gli appelli per rimanere a casa e lo smart working. Scuole chiuse, gli unici a rimanere aperti sono gli esercizi di vendita dei beni di prima necessità.

Firenze si presenta come non si è mai vista: svuotata di turisti, ma adesso anche di fiorentini. Un'assenza che, si capisce subito, peserà come un macigno sull'economia della città. 

Aprile
Annullato lo Scoppio del Carro, prima volta nel dopoguerra

Per la prima volta dal dopoguerra Firenze è costretta ad annullare il tradizionale Scoppio del Carro di Pasqua, con il volo della colombina. Una decisione assunta per contrastare il contagio da coronavirus, dall'Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori insieme al sindaco Dario Nardella. Nel giorno dello Scoppio del Carro avviene tradizionalmente anche il sorteggio del calcio storico: anche questa manifestazione salterà per la pandemia.

Maggio
Le Frecce tricolori nel cielo di Firenze

Un volo "a domicilio" per simboleggiare unità, solidarietà e ripresa. Ha toccato anche Firenze l'eccezionale sorvolo delle Frecce Tricolori nel tour italiano culminato il 2 giugno a Roma nel giorno della Festa della Repubblica. Trento, Codogno, Milano, Torino, Aosta, Genova, Firenze, Perugia, L'Aquila le città toccate. E così la mattina del 26 maggio le Frecce: una cartolina bellissima che ha regalato qualche momento di spensieratezza in un momento così difficile.

Giugno
Giustizia per Duccio Dini, cinque condanne a 25 anni

Cinque condannati a 25 anni di carcere per la morte di Duccio Dini, il 29enne travolto e ucciso il 10 giugno 2018 mentre era fermo in scooter a un semaforo in via Canova all'Isolotto. La sentenza di primo grado sulla tragedia provocata da un folle inseguimento per un regolamento di conti fra rom è stata emessa dal tribunale di Firenze il 30 giugno 2020.

Per la morte di Duccio Dini erano sette gli imputati, accusati a vario titolo dei reati di omicidio volontario sotto il profilo del dolo eventuale, tentato omicidio, violenza privata, lesioni. Due sono stati assolti. 

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