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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Campo di Marte

Fango uscito dal cantiere Tav, il comitato: "Fermatevi". Nardella alle imprese: "Più controlli" / FOTO - VIDEO

Forti critiche da Comitato No Tunnel e associazione Idra, verso una discussione rovente in consiglio comunale

Immagini impressionanti, quelle della miscela di fango e acqua fuoriusciti ieri nei pressi del cantiere per l'alta velocità di Ponte al Pino, dove si scava - 120 metri la distanza bucata dall'estate ad oggi - per realizzare il doppio tunnel di 7 chilometri fino a Castello.

"La miscela ha allagato la zona nei pressi del cantiere dove si scava per realizzare il tunnel ferroviario. Si attribuisce la fuoriuscita del materiale a un vecchio foro di carotaggio di anni fa. Materiali liquidi frutto delle escavazioni per i tunnel dell'alta velocità (e sottoposti a forte pressione, ndr) sarebbero saliti in superficie attraverso di esso", si legge nel comunicato diramato ieri sera dalla Città Metropolitana, su informazioni ricevute da Rfi.

Il tutto, alle 17:30 circa, orario di punta di una viabilità, quella fiorentina, ultimamente sempre più paralizzata. Con la chiusura dell'area, è stato il caos totale, con la riapertura completa al transito solo a notte fonda, dopo l'intervento di vigili del fuoco e polizia municipale.

Quanto successo, ovviamente, riporta alla ribalta le fortissime critiche di comitati e associazione che da quasi trent'anni si battono contro il tunnel, proponendo un più economico passaggio in superficie.

"Si sono avute solo mielose rassicurazioni, si è parlato di scavi guidati dall'intelligenza artificiale. Rfi parla di un carotaggio non segnalato che ha fatto uscire il fluido tenuto in pressione dalla macchina. Forse dopo 16 anni di cantieri lentissimi ci si è dimenticati anche di quello che è stato fatto e di dove sono stati fatti dei carotaggi?", attacca il Comitato No Tunnel Tav.

"Se già all’inizio dello scavo della prima galleria si verificano fenomeni del genere c’è da chiedersi se si intende andare avanti così a tentoni. Vengono ancora dubbi sul livello del progetto che deve attraversare la città interessando oltre 300 edifici e oltre 4.000 unità immobiliari a rischio danni. È un’opera nata male, sarà un danno per la città anche se non si verificassero danni al patrimonio edilizio. Sarebbe saggio non perseverare negli errori e potenziare le linee si superficie. Ma si sa, l’odore dei miliardi  può davvero impedire ogni saggio ripensamento", conclude il comitato.

"Cosa potrà succedere in una Firenze pluri-alluvionata nei secoli, e due volte negli ultimi 57 anni , prima da un fiume chiamato Arno, incassato nel tratto urbano, e da due torrenti chiamati Mugnone e Terzolle, in mezzo ai quali – e proprio accanto al subalveo del primo - si progetta la faraonica stazione sotterranea Tav disegnata dall’archistar?", scrive invece l'associazione Idra in merito alla stazione Foster, che del progetto di 'passante fiorentino', dopo mille ripensamenti (anche da parte dello stesso sindaco), fa parte.

Il sindaco Dario Nardella, stamani, a margine dei lavori del consiglio metropolitano, è tornato sull'episodio. "Mi rivolgo al consorzio di imprese (Pizzarotti e Saipem, ndr). Faccio un invito forte a migliorare le attività di controllo e monitoraggio su tutto ciò che è a contorno del cantiere e che può avere delle implicazioni pesanti, come quella grave che di ieri sul funzionamento complessivo della città", le parole del primo cittadino.

"Non possiamo tollerare ulteriori problemi di questo carattere. Il consorzio per le imprese impegnato nello scavo dell'alta velocità, infrastruttura fondamentale per tutto il territorio, deve avere la massima attenzione e fare di più di quanto non ha fatto. Perché, a nostro avviso, quello che è successo ieri si poteva e si doveva evitare", aggiunge Nardella, annunciando un imminente incontro tra il direttore generale del Comune, Giacomo Parenti, che ha anche il ruolo di presidente dell'Osservatorio ambientale, con le stesse imprese.

Forti polemiche anche con la Lega, che ieri aveva attaccato parlando di "infiltrazioni d'acqua e pericolo crollo". "Bisogna mettere da parte l'allarmismo. Sfruttare e strumentalizzare un problema oggettivo per fare allarmismo a buon mercato è inaccettabile e rasenta l'illegalità", replica il sindaco. Forti critiche sull'opera, oltre a quanto accaduto ieri, sono state espresse anche dal consigliere di Sinistra progetto comune Dmitrij Palagi e dal capogruppo dei 5 Stelle, Roberto De Blasi.

"Non poteva andare peggio di così l'avvio dei lavori da parte di Rfi. La situazione è inaccettabile. Ponte al Pino è uno snodo fondamentale per il traffico, è a rischio la sicurezza tutti i cittadini fiorentini. L’amministrazione deve vigilare di più sui lavori in corso e il ponte doveva essere consolidato prima dell’avvio dei lavori del sotto-attraversamento Tav, cosa che invece non è avvenuta”, attacca l'ex candidato sindaco dei pentastellati. Sulla questione il consiglio comunale di lunedì si annuncia rovente.

Il video sotto, da Facebook, è di Riccardo Silei

FOTO - Le immagini impressionanti del fango uscito dal cantiere Tav

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