Estate Fiorentina, la protesta dei gestori degli spazi: "Fateci aprire, nessun motivo per lasciarci chiusi"

I gestori degli spazi all'aperto si rivolgono direttamente a Palazzo Vecchio: "Siamo già pronti, grave se ci tengono chiusi"

Ancora nessuna notizia certa da Palazzo Vecchio su cosa sarà dell'Estate Fiorentina 2020. E soprattutto: i gestori dei locali e degli spazi estivi, che danno lavoro a centinaia di persone oltre a muovere l'economia locale e dare opportunità si svago e culturali, potranno riaprire?

Sono gli stessi gestori che, pur avendo contattato più volte l'amministrazione, affermano di non aver avuto ancora risposte chiare né definitive. E così hanno costituito un comitato, presente anche con una pagina Facebook, per mandare un messaggio chiaro a chi di dovere: fateci aprire.

"Chiediamo all'amministrazione comunale di impegnarsi al massimo in ogni sede per far riaprire gli spazi estivi. Un loro stop apparrebbe una decisione assolutamente non giustificata e contraria agli interessi della cittadinanza fiorentina. Cittadinanza che ha sicuramente, proprio a causa della emergenza coronavirus che fin qui ha dovuto subire, voglia e diritto di usufruire appieno degli spazi creativi all'aperto che sono ormai predisposti da tempo", si legge nella nota diffusa dal neo costituito 'Comitato pro apertura spazi culturali estivi Firenze', guidato dai gestori di 'La Toraia', 'Molo' e 'Habana 500'.

"Se davvero fosse confermata, la serrata degli spazi dell'estate fiorentina sarebbe una prova, da parte della politica, del totale dispregio rispetto alla legittima volontà dei cittadini, e della classe imprenditoriale, di finalmente rinascere e tornare ad una normalità per tanto tempo agognata. Non vi sono motivazioni valide per mettere in pericolo centinaia di posti di lavoro, in un ambito all'aperto che, anche alla luce dell'epidemia in corso, appare avere le condizioni migliori per poter fornire ai fiorentini una legittima ed agognata voglia di normalità", dicono ancora i gestori degli spazi, che rappresentano il sentire comune di almeno una quindicina di spazi all'aperto che attendono l'ok.

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"Sarebbe davvero grave se non ci fanno aprire. Siamo all'aperto, sono luoghi molto più sicuri di tanti altri e diamo lavoro, con l'indotto, a centinaia di persone", aggiungono in via informale. Per il pomeriggio di oggi, giovedì 4 giugno, si attenderebbero, secondo rumors, possibili novità per bocca dell'assessore alla cultura Tommaso Sacchi: andrà incontro alle richieste del neo comitato?

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