Cronaca

Sesso in ufficio del Comune tra funzionario ed escort: Firenze a luci rosse

Dopo essere venuto alle cronache un presunto incontro sessuale tra un funzionario di Palazzo Vecchio e una escort all'interno di un ufficio tutti parlano del Comune alcova

In una storia a luci rosse, in una trama da farsa che non esclude la tragedia, in una sceneggiatura che oscilla fra 'Gola profonda' e 'Amici Miei', la loro vicenda é quella che ha colpito di più, anche se, in fondo in fondo, si tratta di un 'semplice' amplesso in ufficio. Niente che non sia scontato, quindi. Epperò quell'ufficio è nel Comune di Firenze. Lei è l'escort di lusso che tutti vogliono, lui è un funzionario pubblico finora sconosciuto ma che ora tutti vorrebbero conoscere, o sapere almeno chi è. Da giorni la città non fa altro che parlare di loro. E loro non fanno altro che aspettare che la città smetta di parlarne. Intanto, cercano di fare come se nulla fosse, rimanendo impassibili agli sguardi indagatori, rispondendo vaghi, scegliendo bene le telefonate a cui rispondere e gli amici con cui scambiar due chiacchiere.

I loro nomi non sono di dominio pubblico. La loro storia sì, anche se è una delle tante ascoltate dalla polizia postale che, guidata dal pm fiorentino Giuseppe Bianco, ha indagato su un giro di escort a Firenze. In mezzo ci sono gestori di alberghi, negozianti, professionisti, commercianti, ristoratori, giornalisti, gente dello sport, della politica e chi più ne ha più ne metta. Ci sono clienti, favoreggiatori e quant'altro. Oltre a tutta questa gente, ci sono loro due: il funzionario comunale e la escort più ambita. E c'é quell'intercettazione, dove lei racconta a un tizio di aver "consumato il rapporto sessuale - annotano gli agenti della postale - in una stanza conferenze (probabilmente del Comune)" dove sono "stati sorpresi da una donna delle pulizie". Nonostante il suo racconto sia il più tramandato in città, lei non ha cambiato numero di cellulare. Il lavoro è lavoro.

Risponde gentile, ma prende subito tempo. Inventa un impegno e chiede di essere richiamata. Se poi l'interlocutore non è gradito, il telefono passa a un di lei amico, che chiede di non porre troppe - anzi anche poche - domande. Per chi insista ci sono insulti, minacce di denunce e pure allusioni a possibili incontri sgradevoli. Parlare con il funzionario comunale è ancora più dura. Si dice che cerchi di fare la vita di sempre, confidando nel tempo che aggiusta tutto e nel fatto che, in fondo, non sono troppi a sapere che quel lui è proprio lui. Anche chi lo conosce cerca di proteggerlo. C'é pure chi improvvisa una difesa d'ufficio, chi dice che lui non c'entra nulla, che "quella" millantava per far credere di avere amici importanti. Magari è così. Anche se dalle carte si capisce che "quella" gli amici importanti mica doveva inventarseli. (Ansa)

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