Educatore insultato perché gay, solidarietà dal sindaco di Certaldo: "Inaccettabile"

E' stato lo stesso educatore a raccontare su Facebook la storia

"E' un bravo educatore ma è finocchio". Così si è sentito dire da un genitore Marco Dianda, educatore ad Altopascio (Lucca), pochi giorni fa. E' lui stesso a raccontare la vicenda su Facebook e ricevere poi un'ondata di solidarietà.

"Ancora pochi giorni e poi mi prenderò una lunga pausa dal mio lavoro e mi metterò sotto a studiare per la laurea magistrale. [...] Me ne vado con la consapevolezza che per la quasi totalità dei genitori sono stato un buon educatore ma che per pochi altri, a causa del mio orientamento sessuale, non lo avrei mai dovuto/potuto fare. E a questo punto mi voglio togliere un bel macigno dalla scarpa una volta e per tutte", scrive sul proprio profilo il giovane educatore.

"Se un omosessuale non può fare l'educatore di nido perché 'contronatura' (cit.), allora ditemi, essere eterosessuale è la condizione base per trattare bene i bimbi? Ogni eterosessuale diventerà sicuramente un buon educatore o genitore Essere omosessuale non significa essere un pedofilo, un maniaco, un manipolatore di menti o altro. Significa solo una cosa: portarsi sulle spalle l'ignoranza altrui, quell'alone di stupidità che se non si ha forza a sufficienza finisce per ridurci ai minimi termini", prosegue Marco.

"No, non permetto a nessuno di mettere in dubbio la mia professionalità e l'amore per i bimbi e per le loro famiglie, non permetto a nessuno di continuare a portare avanti questa campagna d'odio che riduce la mia persona ad un'etichetta che eclissa tutto quello che di buono faccio ogni giorno, 'è un bravo educatore ma è finocchio', io sarò anche 'finocchio' ma fortunatamente la gente sopra questo dettaglio sorvola e vede molto altro in me", aggiunge, motivando la scelta di lasciare il lavoro, in sostanza, per un salario troppo misero.

Solidarietà, tra gli altri, è arrivata nelle scorse ore anche dal sindaco di Certaldo Giacomo Cucini (Pd). "Tutta la solidarietà a Marco, una frase così detta da un genitore è un’ ennesima coltellata, una discriminazione pungente e dolorosa, oltretutto fatta nell’abito del proprio lavoro. Ai tanti passi avanti di questo paese si accostano troppi episodi di omofobia e discriminazioni inaccettabili. Entrambi i candidati alla presidenza della regione hanno espresso solidarietà . scrivi Cucini -. Mentre Giani parla di una Toscana aperta a tutti e lo ringrazio per questo messaggio preziosissimo, la Ceccardi parla di scelta da rispettare. Ancora? L’omosessualità non è una scelta, non si può paragonare a chi ti prende in giro per una scelta politica che difendi per le proprie idee. Si tratta di un messaggio sbagliato, frutto di ignoranza, di non conoscenza, tanto per voler dire qualcosa. L’omosessualità non si sceglie, è un modo di essere, spesso difficile da accettare anche dalla persona stessa, è importante mandare messaggi giusti, per radicare un profondo rispetto delle diversità. Voglio fare un appello alla Ceccardi: chiedi al tuo partito di essere favorevole alla legge contro l’omofobia in discussione in parlamento, fareste un grande atto di civiltà e magari, visto le troppe dichiarazioni discriminanti nei confronti dell’omosessualità di componenti del suo partito, fareste un cambio di passo importante, in termini di conoscenza e sensibilità".

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