Nuovo Dpcm: slitta la firma, tutti i dubbi delle Regioni

Il numero delle persone attualmente positive ha superato quota 200.000 in Italia. La nuova stretta è questione di ore. Slitta la firma del Dpcm? 

Se ne riparla domani. Era attesa sabato intorno alle 20.30 la conferenza stampa di Giuseppe Conte, quando la bozza del nuovo Dpcm circolava da ore, e quando il numero delle persone attualmente positive ha ormai superato quota 200.000 in Italia. La nuova stretta, precisa Today.it,  è sempre questione di ore. Conte potrebbe firmare il nuovo Dcpm nella giornata di domenica. Il testo sarebbe suscettibile di ulteriori modifiche per i dubbi delle Regioni su vari aspetti del provvedimento.

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La conferenza stampa doveva iniziare secondo quanto preannunciato intorno alle 20.30, ma il prolungarsi della riunione con i capi delegazione del governo ha causato ritardi. Si va quindi verso lo slittamento almeno a domani per la firma del premier Giuseppe Conte del nuovo Dpcm. Il motivo? Da sciogliere ancora alcuni nodi riguardo i punti contenuti nel provvedimento, tra cui lo spostamento tra le regioni e le chiusure delle attività commerciali e ristoranti alle 18.

C'è chi chiede di ricalibrare gli orari della chiusura di bar e ristoranti, come il presidente della Liguria Giovanni Toti e quello della Campania Vincenzo De Luca (che sul lockdown annunciato ora tentenna). Confronto aperto. La notte porterà consiglio. Il modus operandi ormai abituale, fare circolare bozze "per vedere l'effetto che fa" e poi limare i Dpcm in seguito, lascia perplessi, ma tant'è. 
 


La lettera delle Regioni: dubbi sul nuovo Dpcm

Una lettera indirizzata al premier Giuseppe Conte, i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia, in cui il governatore della Regione Emilia Romagna nonché presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, avanza i dubbi delle Regioni sui contenuti del Dpcm e chiede di inserire nel provvedimento l'impegno a riconoscere ristori adeguati ai settori più colpiti dalla stretta anti-Covid. I governatori chiedono, tra le altre cose, di ripensare alla stretta sulle chiusure di bar e ristoranti, non chiudere gli impianti di scii, sottoporre a tampone solo i sintomatici e i conviventi di chi ha contratto il virus. "In via generale - scrive Bonaccini nella lettera in possesso dell'Adnkronos - si fa rilevare la necessità di prevedere adeguate forme di ristoro per i settori e le attività economiche interessate dalle limitazioni introdotte dal provvedimento oggetto del presente parere, mediante la contestuale attivazione di specifici tavoli di confronto con i Ministeri competenti". Poi Bonaccini muove, a nome delle Regioni, le "osservazioni al Dpcm" con la richiesta delle conferenze. Al punto uno "si richiede l'estensione della didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie superiori e per le università; mentre al secondo punto, "al fine di rendere sostenibile il lavoro delle ASL/Regioni in tempo di emergenza riducendo il carico di lavoro dovuto alle difficoltà nel contact tracing si dovrebbe destinare i tamponi (molecolari o antigenici) solo ai sintomatici e ai contatti stretti (familiari e conviventi) su valutazione dei Dipartimenti di prevenzione e si dovrebbe riservare la telefonata giornaliera per i soggetti in isolamento o quarantena a specifici casi su valutazione dell'operatore di sanità pubblica".

Al punto tre si interviene su uno dei punti più sentiti del Dpcm, la stretta su bar e ristoranti: "Prevedere l'orario di chiusura per i ristoranti alle ore 23.00, con il solo servizio al tavolo - chiede Bonaccini a nome dei governatori - per i bar prevedere la chiusura alle ore 20.00 ad eccezione degli esercizi che possono garantire il servizio al tavolo. Eliminare l'obbligo di chiusura domenicale". Al punto quattro la conferenza delle Regioni chiede di lasciare aperti gli impianti nei comprensori sciistici, finiti nella stretta, infine al punto cinque si chiede di "prevedere nel fine settimana la chiusura dei centri commerciali, con eccezione di alimentari e farmacie". "Si sottopone, inoltre, all'attenzione del Governo, la necessità di: Valutare le chiusure relative a: palestre, piscine, centri sportivi, cinema, teatri etc., anche valutando i dati epidemiologici di riferimento; prevedere nel Dpcm un impegno da parte del governo a ristorare le attività che hanno subìto limitazioni e/o chiusure".

La bozza del nuovo Dpcm


Nella bozza del nuovo decreto c'è la stretta, ma nessun lockdown e nessun divieto di spostamento tra Regioni. Le nuove misure anti-Covid entreranno in vigore dal 25 ottobre, ovvero da domani. Ma per bar e ristoranti valgono da lunedì.

Misure per palestre, piscine, bar, ristoranti nella bozza del nuovo Dpcm. "A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni le predette attività sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi;dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico", prevede il documento.

"Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 26 ottobre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020, come modificato e integrato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 24 novembre 2020".


Nessuno stop per l'attività sportiva e motoria all'aperto


"E' consentito", si specifica nella bozza, "svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti".

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