Toscana, disastro strade. La Cisl: "Anas non mantiene gli accordi"

In regione 7,4 km per addetto contro i 4,5 della Lombardia e i 2 della Calabria. Le carenze certificate anche da un accordo in Prefettura: inapplicato

“In Toscana Anas non mantiene gli accordi sottoscritti non solo coi sindacati ma anche con la prefettura e continua a non investire e non assumere, con una situazione delle strade inqualificabile, con buche, avvallamenti, rattoppi, disconnessioni e mancanza di segnaletica adeguata: il crollo del ponte di Albiano è solo la punta dell’iceberg.”

E’ la denuncia del segretario generale della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni. “L’Anas in Toscana gestisce circa 1.500 km di cui circa 1.000 fra ponti e cavalcavia, con un organico complessivo di 196 agenti (tecnici e impiegati), ovvero 7,4 km per ogni addetto, mentre la Lombardia ha 4,56 km per ogni addetto, la Calabria 2,15 km per addetto. Dati che spiegano lo stato delle strade che ci ritroviamo.”

“Per questo – dice Boni – chiediamo da tempo un piano di investimenti, in mezzi e attrezzature, ma soprattutto in personale. Dagli accordi sottoscritti, anche con l’ufficialità della Prefettura di Firenze il 17 aprile 2019, mancano circa 85 cantonieri, 50 operatori, 5 sorveglianti, per un totale di 140 agenti che corrispondono al 41% delle carenze attuali".

"Nell’incontro della scorsa settimana, (a distanza di 10 giorni non è ancora stato fatto il verbale) la dirigente Anas nazionale responsabile delle relazioni industriali ci ha detto, incredibilmente, che l’accordo sottoscritto in prefettura a Firenze non ha possibilità di essere rispettato e che gli accordi locali non hanno valore” aggiunge Boni.

Una posizione, secondo Boni, “che mostra mancanza di rispetto dei lavoratori ma anche delle Istituzioni.” Per questo il segretario Fit-Cisl della Toscana rivolge direttamente all’amministratore delegato di Anas tre domande “per capire a che punto è la coerenza e la credibilità dell’azienda".

"Se gli accordi sottoscritti con il sindacato e il rappresentante del Governo sul territorio non hanno valore - incalza Boni - anche gli accordi che Anas sottoscrive con il Governo (vedi piani di investimento) non hanno valore? Anche gli accordi sottoscritti da Anas con le Regioni e gli Enti locali non hanno valore? E con chi devono essere sottoscritti allora perché Anas li riconosca e li onori? Quali garanzie di credibilità Anas è pronta a dare affinché gli impegni che assume, anche con il sindacato, vengano rispettati?”

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“Domande – dice Boni - che devono avere una risposta, altrimenti non è possibile continuare ad interloquire con un’azienda che non dà valore agli accordi che sottoscrive. Lo chiediamo noi, ma dovrebbero chiederlo anche le istituzioni, dal Governo a quelle locali, in primo luogo per la sicurezza dei cittadini.”

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