Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Centro Storico / Lungarno Generale Diaz

Voragine in lungarno Diaz: il buco è 'maxi', come un campo di pallavolo

Arrivano i primi numeri sulla cavità scoperta solo grazie ad una fuga di gas: “Tra i 400 e i 500 metri cubi di grandezza”

Sotto lungarno Diaz, scavata dall'acqua, probabilmente per la corrente dell'Arno che si è insinuata sotto i muri d'argine, c'è una vera e propria voragine, di una grandezza, secondo le prime stime, tra i 400 e i 500 metri cubi.

In pratica, facendo un paragone puramente geometrico, come un campo regolare per la pallavolo lungo 18 metri e largo nove, per tre metri di altezza. Numeri che sono stati forniti dallo stesso assessore alle grandi infrastrutture Stefano Giorgetti.

“Dopo le ultime riprese fatte all'interno della cavità (scoperta domenica sera soltanto grazie ad una fuga di gas, ndr)”, i tecnici stimano che il 'camerone' abbia una dimensione “tra i 400 e i 500 metri cubi. Abbastanza importante, profonda circa quattro metri”, spiega l'assessore, anche se, aggiunge “minore rispetto alla prime ipotesi”.

A questo punto, ora che la voragine è stata praticamente svuotata dal gas – domenica sera all'interno della cavità si era accumulato molto gas - una volta completata l'analisi sulla 'frattura' dal tavolo tecnico guidato da Giacomo Parenti, “occorrerà mettere in atto tutti gli strumenti per poter intervenire”.

In questo senso, le prime risposte potrebbero arrivare nel fine settimana. “Entro venerdì vorremmo avere la soluzione tecnica", dice Giorgetti, e da lì si potranno capire le tempistiche per i lavori di ripristino.

La grandezza della voragine / VIDEO

Lungarno Diaz, le ipotesi sui cantieri

Probabilmente si tratterà di un cantiere in due fasi. La prima, dopo aver rifatto la fognatura, servirà per ripristinare la strada riaprendo la via alla circolazione.

“Immagino che dovremo aprire la strada, sigillare la zona che dovrebbe aver causato l'erosione, riempire la cavità e richiudere”, spiega ancora Giorgetti.

Solo dopo la fine dell'autunno e della stagione delle piene, probabilmente a primavera inoltrata, potrà scattare la seconda fase: le operazioni che, intervenendo dal lato dell'alveo del fiume, andranno ad intervenire sotto le mura d'argine.

"I vigili del fuoco hanno verificato anche gli edifici vicino alla cavità e non è stato riscontrato nessun problema di agibilità”, conclude l'assessore.

Sicuramente i lavori non saranno dunque semplici. Sull'altro lato dell'Arno c'è lungarno Torrigiani e tutti con la memoria corrono al maggio 2016, quando un lungo tratto crollò inghiottendo decine di macchine. Questa volta è andata bene.

Gli interrogativi sono molteplici. Senza la fuga di gas, che ha consentito di accorgersi della voragine – perché senza fuga di gas non ci sarebbe stato alcun intervento -, il 'buco' si sarebbe ingrossato ancora, scavato dall'acqua? Fino a quando? Sarebbe stato possibile un altro crollo come quello del 2016? Domande alle quali è difficile rispondere.

La voragine sul lungarno Diaz / FOTO - VIDEO

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