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Cronaca

Ecco chi è stato il primo a dire: “Chi va con le prostitute è come uno stupratore”

E’ il deputato ex Scelta Civica Mario Sberna. Le sue dichiarazioni sull’ordinanza fiorentina hanno suscitato polemiche

Nell’ultima seduta del consiglio comunale il sindaco di Firenze ha paragonato i frequentatori delle lucciole agli stupratori. “Che differenza c'è tra chi stupra e chi approfitta di una ragazzina - ha detto Nardella - sapendo che è costretta a vendere il proprio corpo sul marciapiede per 10 o 20 euro?”. Pochi giorni prima il deputato di Democrazia Solidale (area cristiano sociale fuoriuscita da Scelta Civica) Mario Sberna aveva definito chi va a prostitute nello stesso modo elogiando l’ordinanza anti-tratta adottata dal Comune di Firenze. Le parole dell’Onorevole hanno suscitato una dura reazione da parte del segretario della Lega Nord Matteo Salvini che sul suo profilo Facebook ha scritto: “Questo qui si è bevuto il cervello! Togliere dalle strade, controllare e tassare la prostituzione: questo va fatto. Siete d'accordo?". Mario Sberna è conosciuto come il “deputato con i sandali”, a Montecitorio è l’unico che indossa queste calzature in omaggio a San Francesco d’Assisi. Profondamente cattolico, devolve quasi tutto il suo stipendio da parlamentare (che tra indennità, diaria, rimborsi di vario tipo arriva a circa 10 mila euro) ad associazioni caritatevoli.

Onorevole conosce il sindaco Nardella?

Sì. Siamo stati eletti deputati entrambi nel 2013. E’ una persona squisita.

Quindi ha ragione il sindaco. Chi va a prostitute è come un violentatore

L’ho detto alla trasmissione di Radio24 “La zanzara” e lo ripeto anche ora. La causa che spinge un uomo a pagare una lucciola o a violentare una donna è la stessa. Entrambi credono che la donna sia un oggetto, facendole perdere tutta la sua dignità umana. L’ordinanza antiprostituzione del Comune di Firenze che multa (e addirittura prevede il carcere fino a 3 mesi) chi va a prostitute è un’ottima iniziativa.

Lei ha presentato una proposta di legge a contrasto del fenomeno

Sì, con il collega Gigli. Il nostro disegno di legge prevede oltre alle sanzioni anche un percorso formativo ed educativo per gli uomini che hanno questi bisogni. E’ un problema culturale, alcuni uomini pensano alle donne solo come a una vagina. Purtroppo il presidente della Commissione della Giustizia della Camera che fa parte dello stesso partito di Dario Nardella, non ha mai calendarizzato la nostra proposta all’ordine del giorno. La legge è quindi ferma in Parlamento.

Si dice che la prostituzione è il “mestiere” più vecchio del mondo. Per molti va resa legale anche riaprendo le “case chiuse”

Sono assolutamente contrario. Nessuno propone di istituzionalizzare gli omicidi o le rapine. Andare a prostitute (in casa o per strada) deve essere un reato. La donna deve acquisire la sua dignità, mettendosi in vendita in una vetrina la perde. Nelle cosiddette case chiuse sono sfruttate allo stesso modo. In Toscana siete stati i primi nella storia ad abolire la pena di morte proprio in ragione del rispetto della dignità umana. Non perdete questa prospettiva.

Ieri anche il Comune di Calenzano ha deciso di far entrare in vigore un’ordinanza simile a quella fiorentina. Alcune amministrazioni comunali della Piana però hanno rifiutato di adottarla

Avevano l’occasione grazie al Comune capoluogo di fare qualcosa per combattere la tratta delle prostitute, è particolarmente grave la vendita di minorenni per soddisfare i desideri sessuali. Il risultato comunque ci sarà. C’è il rischio che le lucciole si trasferiscano nei Comuni limitrofi dove non ci sono gli stessi divieti. Per questo serve una legge nazionale.  

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