Immigrati, polemica in Toscana sull'imposizione di regole comportamentali

Il Gruppo Fratelli d'Italia propone un decalogo sui buoni comportamenti per educare gli stranieri, invitandoli ad essere puliti, a parlare la lingua italiana, a non picchiare le donne ed a rispettare le festività cristiane

Solo l'annuncio di voler organizzare il volantinaggio ha scatenato le reazioni politiche e delle comunità di stranieri presenti in Toscana. Un vademecum tradotto in arabo da consegnare nei luoghi più frequentati dagli stranieri.   

Con l'obiettivo dichiarato dagli ideatori di "Consegnare loro il decalogo del rispetto delle regole italiane quali: in Italia si parla italiano, i bambini vanno mandati a scuola e le ricorrenze, come Natale o Pasqua, vanno festeggiate, la donna non si tocca. I diritti dei lavoratori vanno rispettati, non si produce e commercializza prodotti falsi, a giro si va a volto scoperto e non si sputa per terra. Se queste regole della nostra civiltà non sono di tuo gradimento nessuno ti obbliga a rimanere qui".

IL DECALOGO PER GLI STRANIERI

Una provocazione "discriminatoria". Una "preoccupante fucina di odio razziale" davanti alla difficile inclusione sociale che sta attraversando l'Italia sempre più impegnata a carattere regionale nelle pratiche di integrazione.

"Un'iniziativa demagogica che non serve a nulla, le persone che arrivano nel nostro Paese col sistema d'accoglienza hanno anche dei corsi d'italiano e di educazione fisica. Questo decalogo è demagogico e anche provocatorio - la vice presidente della Regione Toscana con delega al Sociale, Stefania Saccardi commenta così l'accaduto ai cronisti dell'Agenzia Dire - non so se sia un'iniziativa elettorale, bisognerebbe ricordare al centrodestra che le ultime mandate di arrivi di stranieri sono state gestite dal ministro degli Interni, Roberto Maroni e adesso da un ministro che si chiama Alfano. Non mi pare gente con la targa della sinistra".

 "Con questa iniziativa vogliamo semplicemente difendere e rivendicare le usanze e i costumi dell'Italia - hanno dichiarato il capogruppo di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli e i consiglieri Paolo Marcheschi e Marina Staccioli - rispettare le usanze di un paese è semplicemente una base di partenza per poterci rimanere: chi non le gradisce può tranquillamente andarsene". 

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“Il volantino di Fratelli d’Italia è un’istigazione all’odio e alla xenofobia. I dieci punti contenuti nel volantino contengono generalizzazioni allucinanti, che etichettano l’immigrato. Gli esponenti del partito ritirino subito questo manifesto ed evitino la diffusione nelle città. Facciamo appello all’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio, affinché venga esaminato il testo del volantino stesso” l’appello lanciato dalla parlamentare toscana Marisa Nicchi, capogruppo Sel in Commissione Affari Sociali alla Camera. 

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