menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Presidio per David Solazzo a un anno e mezzo dalla morte: “Verità e giustizia per nostro figlio” / FOTO

Il caso del giovane fiorentino trovato morto a Capo Verde fu archiviato come 'incidente domestico', ma troppe cose non tornano. Il legale della famiglia: “Il governo italiano si faccia sentire e non abbandoni la famiglia”

E' passato un anno e mezzo e la morte di David Solazzo sembra caduta nel dimenticatoio. Per tenere alta l'attenzione sul caso nel pomeriggio di ieri amici, colleghi di lavoro del Cospe, genitori, la sorella e la fidanzata si sono trovati in presidio in viale Fratelli Rosselli. 'Verità per David Solazzo', si leggeva sui cartelli esposti sotto le finestre del consolato onorario di Capo Verde.

Il 31enne fiorentino fu trovato morto, con diverse ferite da taglio addosso, in un paesino dell'isola di Fogo, a Capo Verde, il 1° maggio 2019. Il giorno dopo avrebbe dovuto rientrare a Firenze.

In Italia purtroppo è invece arrivata la salma. La procura di Roma ha disposto l'autopsia e aperto un'inchiesta per omicidio ma si è scontrata contro il muro di gomma alzato dalle autorità capoverdiane, che hanno archiviato il caso come 'incidente domestico'. Troppe cose però non tornano.

“In Italia è arrivato il corpo. Un anno e mezzo dopo non sappiamo null'altro. Non è arrivato un foglio, un'immagine, un documento. Né sono stati restituiti il telefono, la macchina fotografica e il computer di David. L'inchiesta italiana in queste condizioni non può andare avanti perché non abbiamo altro, non c'è alcuna collaborazione da parte delle autorità di Capo Verde”, spiega il legale della famiglia, Giovanni Conticelli.

Il dissequestro della casa dove è stato trovato David avvenne dopo solo 48 ore. “Le uniche immagini che abbiamo sono le foto che abbiamo fatto scattare da alcune persone sul posto che conoscevamo. La casa era piena di sangue ovunque eppure non c'era nemmeno un'impronta di scarpa”, prosegue il legale. “Hanno cancellato tutte le prove”, dice Vincenzo Solazzo, padre di David.

A quanto per il momento è dato sapere, poi, il vetro dell'ingresso condominiale dove iniziano le tracce di sangue è stato trovato rotto dall'interno verso l'esterno, David non ha chiesto aiuto nonostante avesse il telefono in tasca e il suo account WhatsApp è stato cancellato mentre il suo telefono era sotto sequestro presso le autorità capoverdiane. Perché?

“Chiediamo giustizia e verità per nostro figlio, che amava quelle isole. Era lì per lavoro (ricerca in ambito di diversità bioculturale e conservazione degli ecosistemi in Africa, ndr) ma da quanto amava quello che faceva la considerava una villeggiatura. Siamo stati abbandonati, il governo italiano fa orecchie da mercante. Abbiamo scritto anche al presidente della Repubblica ma nulla. L'Italia è l'ottava potenza al mondo, non può accettare che Capo Verde se la cavi dicendo che è stato un incidente domestico”, chiede il padre di David, quasi in lacrime. Le medesime richieste arrivano dalla madre Donella, dalla sorella Alessandra e dalla fidanzata Marya.

Dal consolato scende la console onoraria di Capo Verde in Toscana Alba Serena Binazzi. “Ho fatto e sto facendo il possibile, le mie competenze qui sono amministrative e riguardano soprattutto le pratiche dei capoverdiani in Italia. La famiglia ha ragione a chiedere che le autorità competenti facciano di più”, ammette la console.

“L'unica soluzione - conclude l'avvocato Conticelli -, è che vi sia un intervento forte a livello governativo. Istituzioni e governo italiano devono farsi sentire e pretendere risposte perché la famiglia di David non può essere lasciata sola a combattere contro il governo di Capo Verde”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Coronavirus: 526 nuovi positivi e 6 decessi in Toscana

  • Meteo

    Maltempo: nuova allerta in Toscana

  • Cronaca

    Sedicenne in fuga con l’influencer di TikTok

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FirenzeToday è in caricamento